42,6 gradi percepiti nei Musei Nazionali a Genova, la denuncia dell’Usb: “Si tutelino lavoratori e utenti”

17 Luglio 2026 - 19:15
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42,6 gradi percepiti nei Musei Nazionali a Genova, la denuncia dell’Usb: “Si tutelino lavoratori e utenti”
Generico luglio 2026

Genova. Il sindacato Usb chiede un intervento immediato per tutelare lavoratori e utenti dei Musei Nazionali di Genova che “sopportano temperature percepite fino a 42,6 gradi, con picchi di rischio pericolo secondo l’indice Humidex”. Il sindacato, in una nota, sostiene di avere effettuato “rilevazioni strumentali in piena apertura al pubblico a Palazzo Spinola e Palazzo Reale”.

In particolare, le misurazioni avrebbero riguardato la Galleria degli Specchi di Palazzo Spinola, dove si è toccata la temperature di 42,6 gradi, e la Sala del Duca, con 40,9 gradi. “Dati in possesso dell’amministrazione che però non interviene. Un microclima reso ancora più pesante dall’affollamento delle sale, che espone quotidianamente il personale e l’utenza a gravi rischi per la salute”, si legge nel comunicato.

“Si ipotizza che l’ondata di calore duri fino a settembre, ma la nuova direzione ci ha proposto solo un incontro
conoscitivo per fine luglio e noi non possiamo più aspettare – continuano dall’Usb – richiamiamo la normativa che la temperatura nei luoghi di lavoro sia adeguata all’organismo umano, tenendo conto di umidità e movimenti dell’aria, e obbligano il datore di lavoro a valutare il rischio microclimatico”.

“ondizioni come quelle rilevate possono provocare colpi di calore, crampi, stato confusionale e aumentare il rischio di infortuni per calo di attenzione – proseguono – precisiamo che le criticità sono pregresse e non intendiamo addossare colpe alla nuova direzione, da poco insediata. Tuttavia, l’obbligo di tutelare la salute dei lavoratori è inderogabile e non può essere rinviato”.

Il sindacato Usb chiede una chiusura programmata degli ambienti di lavoro nelle ore in cui le temperature risultano impraticabili per la salute del personale e dell’utenza, con sospensione dell’apertura al pubblico nei momenti di maggiore esposizione al rischio e comunque nelle giornate che presentano il massimo livello di allerta (bollino rosso), oltre alla sorveglianza sanitaria mirata per i lavoratori fragili, la riduzione dei ritmi e pause straordinarie, acqua potabile fresca e facilmente accessibile, il contingentamento degli ingressi nelle ore più calde, l’attivazione del sistema del compagno e piano di emergenza per le patologie da calore.

“Senza risposte concrete, segnaleremo la situazione a Ispettorato del Lavoro e PSAL e valuteremo tutte le iniziative
a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”, concludono.

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