A casa come al bar: 7 italiani su 10 preparano con cura il caffè
Milano, 26 lug. (askanews) – Tra le mura domestiche il caffè sta diventando un’esperienza da conoscere, curare e personalizzare. Il 95,6% degli italiani lo beve ogni giorno, quasi sei su dieci (59,9%) ne consumano due o tre tazzine e oltre sette su dieci prestano attenzione alla sua preparazione a casa. È quanto emerge da una indagine condotta da AstraRicerche per La Pavoni, che fotografa un Paese sempre più interessato a comprendere cosa si nasconda dietro un espresso di qualità.
Quasi un consumatore su due (49,8%) si riconosce già, con diversi livelli di esperienza, nella cultura dell’home barista: il 16,2% si considera esperto e dedica tempo alla sperimentazione, mentre il 33,6% si definisce appassionato e desideroso di migliorare. A questi si aggiunge un ulteriore 26,8% che vorrebbe acquisire maggiori conoscenze. Complessivamente, il 76,6% manifesta quindi un interesse attuale o potenziale verso una cultura domestica del caffè più evoluta.
A sostenere questa evoluzione è anche il progressivo spostamento di parte dei consumi verso casa: negli ultimi tre anni un italiano su quattro (25,2%) ha aumentato le occasioni di consumo domestico, mentre il 28,4% ha ridotto quelle al bar. La casa non sostituisce il bancone, ma assume una funzione differente. Se il bar conserva soprattutto un ruolo sociale, tra le mura domestiche il caffè rappresenta prima di tutto un momento da dedicare a sé stessi (40,7%, soprattutto donne e consumatori più maturi). A questa dimensione personale si affiancano il desiderio di scegliere strumenti e metodi di preparazione (22,7%), il piacere del rituale (19,6%), la possibilità di controllare gusto e qualità (14,9%) e di personalizzare il caffè secondo le proprie preferenze (12,7%).
Non sorprende, quindi, che il 71,4% degli italiani – soprattutto uomini, Millennials e GenX – presti attenzione alla preparazione: il 22,2% cura numerosi aspetti tecnici come un vero esperto, mentre il 49,1% si concentra su alcuni elementi rilevanti. Qualità e freschezza della miscela (57,5%), pulizia e manutenzione della macchina (51,3%) sono considerati i principali fattori per ottenere un buon espresso, insieme a macchina (33,1%), macinatura (32,8%), qualità dell’acqua (30,8%) e tecnica di preparazione, tra dose, pressione e tempi (29%). Il risultato in tazza nasce dunque dall’equilibrio tra materia prima, tecnologia e competenze. Per l’81,2% degli italiani le prestazioni della macchina hanno un ruolo molto rilevante nella qualità del caffè: uno su quattro le considera determinanti, mentre il 56,2% le ritiene fondamentali insieme agli altri elementi della preparazione.
“I dati emersi dalla ricerca condotta con AstraRicerche confermano una tendenza che osserviamo da vicino ogni giorno: il caffè a casa non è più soltanto un’abitudine, ma un rito al quale gli italiani dedicano crescente attenzione – commenta Alessio Pezzoni, amministratore delegato di La Pavoni – Con la nuova gamma Cellini (gamma semiprofessionale di macchine per il caffè ndr) vogliamo accompagnare questa evoluzione mettendo a disposizione degli appassionati e dei curiosi strumenti capaci di unire precisione, affidabilità e design. È lo stesso spirito che guida La Pavoni da oltre 120 anni: promuovere la cultura dell’espresso e permettere a ciascuno di viverla e interpretarla secondo il proprio gusto”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)