Altro che chiacchiere, i numeri dell’economia reale smontano la “narrazione sinistra”: Pil, Export e Made in Italy volano oltre le stime

Altro che chiacchiere: parlano i numeri, e se la matematica non è un’opinione il risultato di rilievi e riscontri ci dà, investimenti al top, turismo da record e Pil oltre le stime: i dati Istat ed Eurostat bocciano i teoremi del disfattismo progressista e certificano la salute del sistema Italia.
Ebbene sì: l’economia reale smentisce il catastrofismo mediatico: i dati del 2026 certificano non solo la resilienza dell’Italia, smontando la narrazione mainstream che dipinge il Paese in perenne crisi, ma rilanciano anche sul fronte degli incrementi e degli avanzamenti. Secondo l’analisi di Marco Fortis su Il Messaggero, allora, – ma è solo l’ultimo dei riscontri desunti da autorevoli report e riscontri d’oltreconfine – la crescita acquisita del Pil nel primo trimestre è già allo 0,63%, superando le stime al ribasso degli istituti internazionali. Non solo. Confcommercio ipotizza un incremento annuo prossimo all’1%, trainato dal recupero dei consumi (+1,2%).
Pil e crescita oltre le previsioni, eppure il catastrofismo mainstream racconta tutta un’altra storia
Più precisamente, rileva il quotidiano capitolino: «Fa eccezione la Confcommercio che a inizio giugno ha stimato per il 2026 un aumento del Pil dello 0,9% e dei consumi dell’1,2%. Valutazioni ribadite nel suo ultimo bollettino periodico, secondo cui “in considerazione di quanto accaduto nella prima parte del 2026, e con segnali sempre più concreti di una possibile normalizzazione in Medio Oriente, si rafforza la possibilità di una crescita nell’anno in corso prossima all’1%, mentre i consumi «si confermano a maggio in territorio positivo, consolidando la fase di recupero iniziata alla fine del 2025, con una variazione nel confronto annuo dell’1,2%».
Altro che stagnazione e crisi: tenuta dei consumi, boom di investimenti, export inarrestabile
A trainare la ripresa sono dati macroeconomici solidi e in controtendenza rispetto ai principali partner europei. Dunque, per citare uno degli argomenti trattati e documentati del servizio del Messaggero e da utilizzare a mo’ di argine del battage apocalittico alimentato da chi, per esempio, parla da mesi di un Made in Italy in ginocchio a causa prima dei dazi Usa, e poi della guerra in Medio Oriente, in merito al file “Export e investimenti” apprendiamo che nonostante i venti di crisi geopolitica nel Golfo, l’export extra-Ue a maggio è cresciuto del 6,3%, portando la bilancia commerciale a 21,4 miliardi di euro nei primi cinque mesi dell’anno. Grazie alla spinta del Pnrr, gli investimenti fissi lordi segnano una crescita acquisita del 2,46%, surclassando la stagnazione francese (+0,06%) e la recessione tecnica della Germania (-0,68%).
Pil, i dati Istat e il Mezzogiorno locomotiva d’Italia
E ancora. Tanto per citare gli ultimi riscontri, ieri l’Istat ha anche confermato che il Pil del 2025 è cresciuto dello 0,5% rispetto al 2024, trainato da costruzioni (+2,4%) e commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+1%), con un aumento lievemente maggiore nel Mezzogiorno (+0,6%) che nel resto del Paese. Come pure, sottolinea sempre Il Messaggero, «parlando di dati macroeconomici reali, cioè di numeri veri, non delle previsioni dei vari Ocse, Fmi e Commissione europea, stime tutte già totalmente spiazzate dagli eventi, possiamo osservare che, grazie alla spinta del Pnrr, la crescita acquisita degli investimenti fissi lordi in Italia nel 2026 dopo un solo trimestre è già a +2,46% (in Francia è a +0,06%, in Germania addirittura sottozero, -0,68%). La crescita acquisita dei consumi in Italia nello stesso periodo è a +0,84% (in Francia +0,11%, in Germania +0,37%)».
Boom del Turismo e cifre da record
E ancora. Come non menzionare il boom del Turismo? Il settore registra cifre da primato. Nel primo quadrimestre del 2026, i pernottamenti degli stranieri sono balzati del 25% rispetto allo stesso periodo del 2025 (pari a 62,2 milioni di presenze), distanziando nettamente Spagna (+2,3%) e Germania (+0,9%). Positivo anche il turismo interno, che i dati analizzati danno in crescita del 9,3%.
Crescita acquisita e confermata dai dati Eurostat
Infine, ma i dati di settore da considerare sarebbero anche altri, l’analisi registra i dati Eurostat che confermano la brillante performance italiana: nel primo trimestre del 2026, l’Italia ha registrato una crescita tendenziale reale dello 0,9% del Pil e dell’1,3% nei consumi delle famiglie. Si tratta del secondo miglior risultato dell’Eurozona dopo la Spagna. E ancora una volta, davanti a Francia e Germania.
Certo, permangono inevitabilmente nodi strutturali storici – quali il declino demografico, l’evasione fiscale, il vulnus del potere d’acquisto dei ceti deboli – ma i dati reali descrivono un Paese che ha messo in sicurezza i conti pubblici e recuperato piena credibilità sui mercati, distante anni luce dal disfattismo preconcetto che tanti slogan e immotivate fronde intestine lanciate dall’opposizione raccontano al servizio di un’interpretazione dei numeri al servizio della demagogia politica di parte…
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