ANBI, reti irrigue più efficienti con paratoie automatizzate e controllo digitale dei flussi

04 Agosto 2026 - 11:05
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ANBI, reti irrigue più efficienti con paratoie automatizzate e controllo digitale dei flussi

ANBI, in Emilia Centrale il progetto pilota per misurare con precisione l’acqua distribuita, ridurre i consumi energetici e limitare le dispersioni

“In epoca di crisi climatica e di stress idrico come quello che sta vivendo il Nord Italia, la sfida più grande nelle moderne reti irrigue non è solo la disponibilità dell’acqua, ma anche la sua distribuzione efficiente. Ricerca e innovazione sono uno degli asset sui quali ci impegniamo per la resilienza dei territori”. A sottolinearlo è Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

La rete irrigua e di scolo italiana si estende per oltre 231.000 chilometri, una lunghezza superiore a cinque volte la circonferenza della Terra. Comprende più di 22.000 opere idrauliche e quasi 1.700 impianti di sollevamento, al servizio di oltre 3,5 milioni di ettari irrigati, nei quali viene prodotto l’85% del made in Italy agroalimentare.

“Quando milioni di metri cubi d’acqua vengono pompati in canalizzazioni che coprono grandi distanze, i consumi energetici e i costi operativi aumentano in modo esponenziale, talvolta senza avere contezza precisa del quantitativo esatto di risorsa idrica che raggiunge la destinazione finale”, precisa Massimo Gargano, direttore generale di ANBI.

A questa esigenza risponde l’innovativo progetto sviluppato dallo staff tecnico del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, in linea con l’obiettivo di ANBI di digitalizzare l’intera rete idraulica gestita. L’iniziativa prevede l’ammodernamento della rete di canali attraverso l’installazione di paratoie automatizzate.

Sul canale Ronchi, alle porte di Reggio Emilia, è stata installata la prima paratoia automatica alimentata da un pannello solare fotovoltaico e dotata di un misuratore di portata integrato nel telaio, sviluppato con partner svizzeri. La tecnologia nasce dall’esperienza maturata da chi opera quotidianamente sul territorio.

Il sollevamento dell’acqua destinata all’irrigazione, soprattutto in presenza di portate rilevanti, richiede potenze elevate, con conseguenti consumi e costi energetici. Nel progetto pilota, l’acqua viene prelevata direttamente dal fiume Po e, attraverso quattro impianti di sollevamento, raggiunge la paratoia Ronchi, superando un dislivello complessivo di 20 metri.

Grazie agli studi finalizzati a limitare gli attriti, alla messa a punto dei sistemi di azionamento, trasmissione, misurazione ed energia e all’implementazione del misuratore di portata, è ora possibile rilevare con precisione il flusso in transito e gestire il funzionamento della paratoia attraverso comandi locali, remoti o di emergenza.

Con questa nuova modalità, lo staff tecnico può conoscere con esattezza la quantità d’acqua che attraversa ciascuna paratoia. Il sistema pone così le basi per un controllo puntuale della rete, fondato su dati effettivamente misurati e non più soltanto stimati.

“Dopo l’acquisizione di sei brevetti e la presentazione della candidatura per un progetto di automazione di un distretto irriguo nel comune di Reggio Emilia, la nostra rete idraulica guarda al futuro grazie a una gestione integrata dei processi irrigui”, evidenzia Ada Francesconi, direttrice dell’ente consortile.

L’innovazione consente un migliore controllo dei flussi, l’acquisizione e la restituzione dei dati necessari a una corretta gestione, una maggiore sicurezza idraulica del territorio e un risparmio energetico, ottenuto attraverso il minore utilizzo degli impianti di pompaggio destinati alle acque irrigue.

“Questo tipo di tecnologia realizzata in house porta benefici di diversa natura: da una parte, il risparmio energetico, grazie al minore impiego degli impianti di pompaggio e a una regolazione ottimizzata; dall’altra, un utilizzo consapevole dell’acqua, con la riduzione delle dispersioni e una gestione sostenibile”, commenta Lorenzo Catellani, presidente del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale. “Oltre a questo, non va certo dimenticata la sicurezza del territorio e delle sue comunità”.

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