Anche i ghiacciai “immortali” mostrano segni di cedimento dal 2018

Settembre 4, 2025 - 00:30
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Anche i ghiacciai “immortali” mostrano segni di cedimento dal 2018

Per anni i ghiacciai dell’Asia Centrale hanno rappresentato un’eccezione nel panorama globale: mentre le masse glaciali delle Alpi, delle Ande e di gran parte del pianeta si ritiravano a ritmi accelerati, quelli del Pamir e del Karakoram restavano sorprendentemente stabili, tanto da guadagnarsi il nome di “anomalìa Pamir-Karakoram”. Oggi, però, questa resistenza sembra incrinarsi.

Un gruppo di ricercatori dell’Institute of Science and Technology Austria (ISTA) ha raccolto nuovi dati sul ghiacciaio Kyzylsu, nel nord-ovest del Pamir, e i risultati indicano che il 2018 potrebbe aver segnato un punto di svolta. I modelli climatici sviluppati sulla base delle osservazioni mostrano infatti un calo significativo delle nevicate, elemento fondamentale per alimentare e mantenere i ghiacciai. La neve fresca, che si compatta trasformandosi in ghiaccio, è la riserva vitale di queste imponenti masse. Quando viene a mancare, il ghiacciaio entra in una fase di squilibrio.

La ricerca è stata possibile grazie a una nuova stazione climatica installata nel 2021 a circa 3.400 metri di quota, in un’area remota del Tagikistan dove, dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, i dati scientifici erano estremamente scarsi. Secondo Achille Jouberton, primo autore dello studio, il sito di Kyzylsu sta diventando un punto di riferimento per il monitoraggio glaciologico dell’intera regione.


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Redazione Redazione Eventi e News