Andrea Pirlo in Nazionale, contestazioni bipartisan: anche Carlo Calenda dice no

25 Luglio 2026 - 22:00
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Andrea Pirlo in Nazionale, contestazioni bipartisan: anche Carlo Calenda dice no

Andrea Pirlo come ct della Nazionale italiana sembra unire il mondo della politica nostrana come pochi altri temi hanno fatto in tempi recenti. La scelta, peraltro ancora non ufficiale, della FIGC e di Giovanni Malagò si sta tuttavia rivelando sorprendentemente “bipartisan” in maniera del tutto negativa. Prima ancora che il tecnico di Flero sia annunciato come nuova guida degli Azzurri, anche Carlo Calenda si aggiunge a chi dal Senato o dalla Camera ha contestato la decisione. “Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali”, ha dichiarato il leader di Azione in un lapidario commento affidato all’Adnkronos.

Il tema dei rapporti commerciali di Pirlo con la Russia è stato sollevato in maniera esplicita anche dal deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, che su X ha scritto: “Non si possono che fare gli auguri più sentiti a Pirlo e alla nazionale italiana di calcio. Con un ‘ma’: Pirlo pochi mesi fa ha fatto una scelta per me incomprensibile e sbagliata, quella di diventare ambasciatore nel mondo di Fonbet, prima agenzia di scommesse in Russia”. Va precisato che, una volta assunto l’incarico di commissario tecnico, Pirlo interromperebbe immediatamente ogni rapporto con la società russa.

Le perplessità del fronte politico, come detto, coprono uno specchio decisamente ampio. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, pur dichiarando stima nei confronti di Malagò, Leonardo e Maldini, non ha nascosto il proprio scetticismo all’Ansa: “Che Dio ce la mandi buona. Sono un tifoso dell’Italia e Pirlo è stato un grande campione: ma come allenatore è un salto nel buio. Dopo il ballon d’essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo. Pensavo che la scelta fosse Conte o Mancini”.

Anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, intervenuto a ‘Sky’, si è mostrato critico sulle modalità con cui è stata gestita la trattativa con Guardiola, definendo poi Pirlo “una scommessa”: “Le scommesse sono sempre un azzardo e quindi bisogna cercare anche di fare delle scelte che abbiano un senso logico ed è soltanto il campo che poi deciderà quanto questa scommessa è una scelta lungimirante, visto che l’accordo dovrebbe essere quadriennale”.

A rendere il quadro ancora più complesso è la posizione del presidente della FIGC Giovanni Malagò, descritto dal ‘Corriere della Sera’ come “tormentato” dalla decisione. Da un lato aveva promesso a Maldini piena condivisione nella scelta dell’allenatore, dall’altro è consapevole che un eventuale fallimento ricadrebbe sulla presidenza federale. Malagò avrebbe preferito un tecnico con maggiore esperienza e non ignora le perplessità espresse dalla Lega Calcio, che aveva spinto con forza per Antonio Conte. Sarà comunque lui a dare il via libera definitivo alla nuova era azzurra.

Sul piano tecnico, il progetto che attende Pirlo è ambizioso e di lungo respiro. Secondo quanto delineato da Maldini e Leonardo, il nuovo ct dovrà imprimere una filosofia di gioco offensiva e di possesso, sul modello della Spagna campione del mondo e d’Europa, da trasferire poi a tutte le nazionali giovanili. I punti fermi della squadra dovrebbero essere Donnarumma, Bastoni, Dimarco, Tonali, Barella e Francesco Pio Esposito in attacco, con la possibilità di rilanciare Federico Chiesa, da sempre stimato dall’ex regista. Il contratto, della durata di quattro anni a 1,5 milioni di euro a stagione, prevede come primo obiettivo la Nations League, con il debutto fissato il 25 settembre contro il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma in un girone che comprende anche Francia e Turchia.

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