“Attraversare i confini” a Genova con il multiculturale Suq festival

Una rassegna che parla di multiculturalità attraverso il teatro, la musica, i sapori e tanto altro: a Genova torna il Suq Festival – Teatro del dialogo con il tema “Attraversare i confini”.
La ventottesima edizione del festival è in programma al Porto Antico di Genova e in altri luoghi cittadini da domenica 14 a mercoledì 24 giugno, con un’anteprima sabato 13 giugno a bazar chiuso. La scenografia colorata ideata da Luca Antonucci, che sin dalle origini è la casa del Suq, sarà allestita sotto il tendone di Piazza delle Feste al Porto Antico, sede centrale del festival, che si svolge anche in altri luoghi limitrofi. Il Suq, fondato nel 1999 da Valentina Arcuri e Carla Peirolero, ha da allora la direzione artistica di Carla Peirolero che quest’anno è affiancata in questo ruolo da Bintou Ouattara. Danzatrice e attrice nata in Burkina Faso, Ouattara nel suo paese originario è conosciuta per avere sviluppato una carriera teatrale e televisiva di risalto. Da oltre 10 anni vive in Italia dove fa parte della Compagnia Piccoli Idilli, un lungo periodo durante il quale ha spesso collaborato con il Suq, una realtà di consolidata tradizione interculturale e multidisciplinare, a cui offrirà lo sguardo della sua esperienza artistica e umana a cavallo fra due mondi.
Al centro del Festival c’è il teatro con una rassegna che si compone di 10 titoli, di cui 3 prime nazionali. In questa edizione del Suq, i confini si attraversano per esplorare le culture di Paesi come Iran, Marocco, Libano, Algeria, Brasile, conoscere la realtà dei sordi con uno spettacolo con sovratitoli per non udenti, trattare il mondo di chi rifiuta la logica binaria applicata al genere. La guerra, i sogni, l’identità sono alcuni fra i temi degli spettacoli, molti dei quali uniscono modalità espressive diverse, mescolando recitazione, musica e danza.
La cultura come strumento per attraversare quelle frontiere che ora paiono inaccessibile e travagliate dai conflitti: in questa direzione andranno anche le iniziative di musica, incontri, danze, workshop, il bazar e le cucine del mondo. Importanti sono anche le attività di EcoSuq dedicate alla sostenibilità ambientale, in un festival totalmente #plasticfree.
La musica
Trascinante, il 14, dalla Francia il gruppo Bal o Gadjo, la musica per danzare, tra groove, trance, slanci polifonici; Oumy dal Senegal: la voce del Sahel, rapper-cantante e attivista arriva al Suq il 17, con la sua band; sempre dall’Africa, dal Mozambico, la giovanissima cantautrice Osvalda Nhacune (il 20) voce che ricorda quella di Makeba; liguri ma conosciute a livello internazionale sono le artiste del quartetto Alter Echo, che intreccia sonorità barocche al rock, attraversando epoche e generi; per la Festa della Musica, il 21, è previsto il concerto de La Nuova Zena, community che promuove l’ecosistema musicale e creativo delle nuove e seconde generazioni, rappresentanti di diverse influenze musicali e transnazionali.
Incontri
Si comincia in apertura con un omaggio a Goffredo Fofi, a quasi un anno dalla morte (luglio ’25), legato al Suq da affettuosa amicizia, e idealmente a lui sarà dedicato il Festival; verranno condivise col pubblico le immagini e qualche stralcio sonoro dei suoi interventi, nei diversi anni, per ricordarlo insieme ad alcuni ospiti. Verranno poi presentati tre libri di recente uscita: Loris De Filippi, il 15, presenta “E ancora chiediamo perdono – Una testimonianza da Gaza” (ed. Mondadori); De Filippi ha prestato servizio come Health Specialist per Unifef a Gaza, dove si è occupato del supporto alle cure pediatriche con particolare attenzione alle unità di terapia intensiva neonatale. Marco Aime, il 18, presenta Ritratto di una onesta utopia. La vita e l’eredità di Thomas Sankara (Bollati Boringhieri) dedicato alla figura dell’indimenticato presidente del Burkina Faso, padre di tante riforme importanti, morto assassinato alla fine degli anni ’80. Maria Pace Ottieri, il 19, con La prima volta che siamo stati bianchi (Sellerio) racconta la storia di un incontro tra un re e gran sacerdote africano con un gruppo di europei che attraverso di lui scoprono la religione Vudu là dove è nata, in Dahomey, oggi Benin, nell’Africa Occidentale
Ecosuq
Gli incontri di EcoSuq, che ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, spaziano dai temi della Sostenibilità a tavola, a Come costruire una città per bambini, dalla Campagna per lo Stop alle pubblicità fossili alle buone regole della Raccolta differenziata. Tra i laboratori, Partecipastory, in collaborazione con Università di Genova, attraverso il gioco insegna una relazione sensoriale con le piante, mentre In viaggio tra spezie e racconti fa partecipare bambine e bambini alla creazione di una personale miscela di spezie, un vero e proprio “curry” unico da portare con sé.
In linea con il contrasto allo spreco, ci sarà al Suq un corner per la Raccolta di occhiali usati, per sostenere un progetto dell’impresa Occhialeria Sociale per rendere la vista accessibile a tutti.
Showcooking
Tra gli appuntamenti si segnalano Fare le empanadas a cura di Mi Rico Perù, per insegnare a cucinare le specialità gastronomiche peruviane a bambine e bambine, e Showcooking dedicato alla cucina iraniana, soprattutto alla pasticceria, a cura di Chef Kumalé.
La rassegna teatrale
Sabato 13 giugno, alle 21 l’anteprima del Festival a bazar chiuso vede protagonista Ascanio Celestini con “Poveri cristi”, in scena con Gianluca Casadei alla fisarmonica. Punto di riferimento del teatro civile, Celestini prosegue nel suo impegno instancabile e ultra decennale per dare voce agli ultimi con uno spettacolo ambientato nella periferia di Roma, simile a tante altre del mondo, dove si intrecciano le vite di tanti poveri cristi. A ogni replica sceglie una manciata di storie a scelta fra Giobbe, magazziniere analfabeta che sistema la merce senza sapere leggere una parola; la Vecchia che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro perché le biblioteche sono gratis; Joseph, che prima di arrivare in Italia è stato seppellitore, schiavo, naufrago, detenuto, facchino e barbone; e poi il Razzista, la Donna Impiccata, lo Zingaro id otto anni che fuma una sigaretta dietro l’altra.
Lunedì 15 giugno, ore 21, in Piazza delle Feste va in scena “Under the Flesh”, un appuntamento particolarmente significativo proprio perché arriva dal Libano. Al Suq arriva l’artista libanese Bassam Abou Diab, attore, danzatore e coreografo, che fonde Dabke, danza popolare e narrazione. Ha diretto e co-creato opere come “Palestinian Karma”, “The Siege”, “Home e Alterations”. In “Under the Flesh” indaga il modo in cui il corpo reagisce quando è esposto alla guerra, alla minaccia costante e alla paura della morte. Danza e parole si intreccino alla musica del performer Ali Hout.
Martedì 16 giugno, ore 21, La Claque del Teatro della Tosse ospita lo spettacolo “Pas moi” di e con Diana Anselmo, sul palco con Daniel Bongioanni e Antonio Dominelli, rappresentanti della nuova scena giovane under 35. È una lecture performance senza suono, condotta nella Lis – Lingua dei segni da due persone sorde, con i sovratitoli per udenti. Il dialogo, che oscilla tra riflessione teorica e conversazione informale, è reso accessibile al pubblico non segnante attraverso proiezioni testuali sovversive della gerarchia fonocentrica del linguaggio: la sordità, da malattia, viene interpretata come identità culturale e linguistica.
Mercoledì 17 giugno, h.21, ancora nella Claque del Teatro della Tosse, secondo spettacolo di un autore e interprete under 35: “Ceci n’est pas Omar” prodotto da Css Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, vede in scena Omar Giorgio Makhloufi, autore del testo insieme a Diana Dardi (1996). È un atto di drammaturgia fisica. Un ragazzo, italiano, di origini algerine e arbereshe, ingaggia un corpo a corpo pubblico con la propria identità. Un post Facebook lo informa casualmente del decesso della nonna algerina mai conosciuta: questa scoperta lo catapulta nell’intricata storia familiare di migrazioni e relazioni mancate.
Giovedì 18 giugno alle 21 si torna sul palco del Suq al Porto Antico per “Dk Radio – Funeral Party” della Compagnia Tony Clifton Circus, “una delle formazioni più corrosive del panorama teatrale italiano, maestri di una clownerie surreale ed esplosiva” (Graziano Graziani). Due personaggi vivono in un’auto ferma da sempre, al centro della scena. Intorno a loro, isolato in una cabina radiofonica collocata fra il pubblico in platea, trasmette DJ Groucho Marx su Dk radio. La radio è il loro filo col mondo. Aspettano, finché lo spazio esplode in musica e movimento, travolgendo gli spettatori in una danza collettiva. Ne sono autori e interpreti Iacopo Fulgi, regista, autore e attore; Enzo Palazzoni, musicista.
Venerdì 19 giugno, ore 21, sull’Isola delle Chiatte al Porto Antico, prima nazionale di “Si son fatte le due”, una produzione Scarti Centro di Produzione Teatrale di Innovazione, ideato, diretto e interpretato da Chiara Fenizi e Julieta Marocco (Premio PimOFF per il teatro contemporaneo con “Lei Lear”). Al centro c’è un universo femminile che sceglie il gioco, il nonsense e il grottesco come strumenti per interrogare i paradossi del nostro tempo.
Sabato 20 giugno, ore 21, sull’Isola delle Chiatte al Porto Antico, prima nazionale di “Ragazza blu” del Teatro dell’Argine. Nasce dalla scrittura e dai ricordi di Sanam Naderi, autrice e attrice di origini iraniane. La piccola Sanam insegue il suo sogno — andare allo stadio a vedere una partita di calcio — con tutta la forza di un’adolescente appassionata. Ma andare allo stadio è un atto proibito alle ragazze e alle donne nella Repubblica Islamica, punibile con grande severità.
Domenica 21, h.16 e lunedì 22 giugno h.10.30, sul palco del Suq, il griot contemporaneo Abderrahim El Hadiri è il protagonista di “Parole sulla sabbia”, spettacolo “tout public”, di Claudio Simeone. Racconta l’incontro con un cantastorie dalla leggendaria Jemaa El Fna, la piazza di Marrakech dove, all’imbrunire, le storie circolano nell’aria come spezie profumate e musica vibrante. Sul palco, Abderrahim El Hadiri, narratore e attore marocchino dall’esperienza profonda nella tradizione orale, dà vita ai racconti tramandati di generazione in generazione, mescolando storie popolari, miti, filastrocche e figure del Mediterraneo.
Domenica 21 giugno, h.21, sull’Isola delle Chiatte al Porto Antico, va in scena “Confini” di Instabili vaganti, un lavoro che dall’Italia, grazie al progetto Beyond Borders, ha viaggiato verso Americhe, Asia, Medio Oriente. Lo spettacolo nasce dalla ricerca attorno al tema del “confine”. Gli elementi performativi tradizionali e rituali provenienti da differenti culture, attualizzati attraverso il teatro e la danza contemporanea.
Martedì 23, h.21 e mercoledì 24 giugno h.19 e h.21, nella Claque del Teatro della Tosse, prima nazionale di “Ballata della donna e del soldato. Versi e canzoni contro la guerra, da Bertolt Brecht e altre autrici e autori”, nuova produzione di Suq Festival e Teatro con Sara Cianfriglia, Irene Lamponi, Bintou Ouattara, e Carla Peirolero, con la cura drammaturgica e la regia di Eva Cambiale. Di fronte all’orrore dei conflitti in corso, la Compagnia del Suq sceglie di dare voce a un testimone lucidissimo del Novecento, Bertolt Brecht, uomo di teatro e di impegno politico, la cui poesia lascia ancora oggi il segno.
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