Caos Mondiali 2026: si rifà vivo anche Sepp Blatter
Tra le tante voci critiche per il caso Balogun c’è anche quella dell’ex presidente della FIFA Sepp Blatter, che sui suoi profili social si è scagliato contro la gestione di Gianni Infantino: “I cartellini rossi non vengono ribaltati da telefonate politiche. Vengono ribaltate da regole, prove e organismi indipendenti”.
“Se un Presidente degli Stati Uniti interviene con il Presidente della FIFA, e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, la domanda è inevitabile: Quo vadis, FIFA? Il calcio non deve mai diventare un terreno di gioco per il potere politico”.
Tra le diverse Federazioni a protestare c’è anche la Svizzera, che in una nota ha definito la decisione “incomprensibile”: “La decisione nel caso Balogun è incomprensibile per la Federazione calcistica svizzera (SFA), a prescindere da come sia stata presa. Fino ad ora, il principio era chiaro: qualsiasi giocatore espulso veniva automaticamente squalificato per la partita successiva. Questa regola si applicava a tutti in modo equo e garantiva chiarezza e coerenza”.
“Questa decisione solleva interrogativi e crea incertezza, in particolare riguardo all’autorevolezza delle decisioni arbitrali, soprattutto quando è coinvolto il Video Assistant Referee (VAR). La credibilità della competizione dipende da regole chiare applicate in modo coerente”.
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