Caso Bastoni, Ravezzani: “Vergognosi certi giudizi falso moralisti e sommari”

02 Luglio 2026 - 10:36
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Caso Bastoni, Ravezzani: “Vergognosi certi giudizi falso moralisti e sommari”
Caso Bastoni

Il caso che coinvolge Alessandro Bastoni continua a far discutere, tra cronaca giudiziaria, reazioni social e prese di posizione nel mondo dell’informazione sportiva. Il difensore dell’Inter e della Nazionale è indagato dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sul presunto giro di escort legato a un’agenzia di eventi di Cinisello Balsamo, con fatti che risalirebbero al 2020 e che riguarderebbero un presunto incontro con una ragazza allora diciassettenne.

Secondo le ultime ricostruzioni, la posizione del calciatore resta tutta da chiarire nelle sedi competenti. La ragazza, sentita dagli inquirenti, avrebbe negato di essersi prostituita e di aver ricevuto denaro, mentre il legale di Bastoni, Salvatore Scuto, ha respinto con fermezza l’ipotesi di rapporti a pagamento, a maggior ragione con minorenni. In questo clima molto delicato è intervenuto Fabio Ravezzani, che ha voluto distinguere in modo netto il giudizio sportivo dalla vicenda personale e giudiziaria.

Il giornalista ha ricordato di non aver risparmiato critiche a Bastoni in passato, soprattutto per l’episodio legato a Kalulu. “Ho criticato Bastoni per la vicenda Kalulu. Ho detto e scritto che non era martire dei media come diceva Chivu perché aveva simulato 2 volte (fallo e mimica successiva) esultando per un’espulsione”, ha scritto Ravezzani su X, chiarendo così che la sua posizione non nasce da una difesa di parte o da un’assoluzione preventiva del difensore nerazzurro.

Davanti alla vicenda escort, però, Ravezzani ha scelto una linea completamente diversa, molto più prudente rispetto al clima di condanna immediata che si è creato intorno al calciatore. “Ma sulla vicenda escort trovo vergognosi certi giudizi falso moralisti e sommari”, ha aggiunto il giornalista, prendendo le distanze da commenti e valutazioni che, a suo giudizio, rischiano di trasformare un’indagine ancora aperta in una sentenza pubblica.

Il punto sollevato da Ravezzani è chiaro: un conto è criticare Bastoni per un comportamento in campo, un altro è partecipare a una gogna mediatica su una vicenda personale, delicata e con possibili risvolti penali. Saranno gli inquirenti a chiarire ogni aspetto dell’indagine, mentre nel frattempo resta centrale il principio della prudenza, soprattutto quando i fatti non sono ancora stati accertati in via definitiva.

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