Caso Ranucci, si attendono ancora le scuse della sinistra: le accuse folli sull’Italia come dittatura, da Scarpinato a Schlein

Fermo restando che vale sempre la presunzione di innocenza, gli sviluppi sulla vicenda dell’attentato a Sigfrido Ranucci, con il presunto coinvolgimento di Walter Lavitola, smentiscono una volta per tutte l’immagine di un’Italia simile ai Paesi dittatoriali che la sinistra dipinse, addirittura in sede europea. Ledendo il nostro prestigio internazionale, che non è patrimonio di una parte politica. Chiamando in causa addirittura il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. Ipotizzando mandanti governativi. Un pò come fossimo stati la Russia o la Corea del Nord. Un insieme di responsabilità rispetto alle quali ancora non sono arrivate le scuse.
La Schlein e il discorso ai socialisti europei
Per onore della verità, lo stesso Ranucci disse subito che era assurdo ipotizzare che dietro l’esplosione della sua macchina ci potesse essere il governo. Ma tutto questo non impedì ad Elly Schlein, addirittura all’estero, al congresso dei socialisti europei, di affermare che l’Italia “è un Paese nel quale vengono fatte saltare in aria le macchine dei giornalisti scomodi”. Non un’accusa diretta al governo ma qualcosa di ancora più grave.
Cosa penseremmo noi se il leader dell’opposizione tedesca, o spagnola, o francese, dicesse la stessa cosa del suo Paese? Metteremmo in dubbio l’esistenza di un sistema realmente democratico all’interno di quegli Stati.
Le tesi di Scarpinato
Come se non bastasse, ci ha pensato Roberto Scarpinato, l’ex magistrato antimafia senatore dei Cinquestelle, a mestare nel torbido. Ha accusato il sottosegretario alla presidenza, Fazzolari, di avere utilizzato i servizi segreti per pedinare Ranucci. Una tesi esposta addirittura in commissione antimafia. Cosi, come tutti i teoremi che Scarpinato propalava ai tempi in cui era magistrato. Una tesi ovviamente strampalata.
Ranucci, l’attentato e la libertà assoluta
Bastava usare un pò di buonsenso per evitare scivoloni. Come poteva un governo democratico essere coinvolto in una storia così brutta? E come poteva arrivare(non si sa come, attraverso i soliti servizi?) ad ordinare un’intimidazione criminale verso un giornalista che continuava e continua a godere di una libertà assoluta nella televisione pubblica? Eppure la sinistra non ha perso l’occasione per lanciare in maniera subliminale il messaggio che l’Italia governata “dai fascisti” fosse un luogo nel quale i giornalisti scomodi subivano ciò che subiscono i dissidenti di Mosca e dei regimi comunisti.
E’ stata FdI a invocare la verità
E’ stata Fratelli d’Italia a insistere, anche attraverso interrogazioni parlamentari, a invocare che si arrivasse presto alla verità. Che per ogni garantista non può diventare oggi certezza, ma che non poteva che riguardare ambienti criminali. Sarà la giustizia a decidere se Lavitola è innocente o colpevole. Ma i colpevoli politici tacciono.
Quando arriveranno le scuse?
Resta da capire quando arriveranno le scuse. A Giovanbattista Fazzolari, che è un uomo con un forte senso delle istituzioni, messo la pubblico ludibrio come fosse un gioco. Al governo, che è fortemente radicato nel rispetto della democrazia liberale. Più di tutti, all’Italia, che dovrebbe appartenere anche a Schlein, pentastellati etc, dipinta come un luogo nel quale il governo tampina i giornalisti scomodi partecipando ad atti criminali. Le scuse non arriveranno mai. La vergogna per loro resta.
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