Clima, la Liguria virtuosa per riduzione delle emissioni ma in ritardo sulle fonti rinnovabili

17 Giugno 2026 - 17:09
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Clima, la Liguria virtuosa per riduzione delle emissioni ma in ritardo sulle fonti rinnovabili
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Genova. La Liguria si afferma come una delle regioni più virtuose nel percorso di decarbonizzazione in Italia, distinguendosi per una forte riduzione delle emissioni climalteranti e per una capacità di assorbimento naturale tra le più elevate del Paese. Allo stesso tempo, il quadro restituito dalla piattaforma Ciro evidenzia un ritardo significativo nello sviluppo delle fonti rinnovabili.

Secondo quanto emerge da Ciro (Climate Indicators for Italian RegiOns), la piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con Ispra che analizza le performance ambientali regionali attraverso 27 indicatori chiave, la Liguria è la regione che ha ridotto maggiormente le emissioni dal 1990, mentre le emissioni pro capite risultano inferiori alla media nazionale. Particolarmente rilevante è il contributo degli assorbimenti naturali, che raggiungono le 571 tonnellate di CO₂ per km² (contro una media nazionale di 162), il valore più elevato in Italia.

Sul fronte energetico, i consumi pro capite risultano leggermente inferiori alla media nazionale, ma il mix energetico resta ancora fortemente dipendente dalle fonti fossili. La quota di energia da fonti rinnovabili si ferma infatti all’11% dei consumi complessivi, ben al di sotto della media nazionale (22%).

Anche la dinamica della transizione mostra segnali di ritardo: la quota di conseguimento del target rinnovabili al 2030 è pari al 21% (contro il 31% medio nazionale), mentre lo sviluppo di nuovi impianti e la diffusione delle comunità energetiche restano limitati (4 attive).

Nel settore edilizio, la Liguria registra i consumi energetici medi più bassi d’Italia (185 kWh/mq contro 222 della media nazionale), ma presenta una delle quote più basse di edifici in classe A (5% contro una media nazionale dell’11%).

Molto positiva la performance nel settore dei trasporti, dove la regione si distingue per il più basso tasso di motorizzazione (563 auto ogni 1000 abitanti contro 701 della media nazionale) e per il più alto utilizzo del trasporto pubblico locale (203 passeggeri per abitante contro 82). Tuttavia, la diffusione della mobilità elettrica resta contenuta.

Sul fronte della vulnerabilità climatica, la Liguria presenta criticità legate alla frequenza degli eventi estremi e a una quota di popolazione esposta a rischio alluvione pari al 18%, significativamente superiore alla media nazionale (11,5%).

“Attraverso la piattaforma Ciro abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un’unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati – dichiara Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate (I4C) -. L’obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione. Ma Ciro ha anche l’obiettivo di promuovere nei territori un dibattito sulla transizione informato e basato su dati quanto più possibile attendibili e scientificamente fondati, frutto del costante lavoro di confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifico di rilievo nazionale”.

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