Come ridurre il gonfiore addominale in estate con idratazione, meno sale, pasti regolari, movimento e fibre introdotte nel modo corretto
Con l’arrivo del caldo, il corpo può sembrare improvvisamente più pesante. L’addome si tende nel corso della giornata, le gambe si gonfiano, gli anelli stringono e perfino i vestiti più morbidi risultano meno confortevoli. Il fenomeno non dipende sempre da un aumento di peso. Spesso entrano in gioco la dilatazione dei vasi sanguigni provocata dalle alte temperature, una circolazione più lenta, la ritenzione di liquidi, la stitichezza e l’accumulo di gas nell’intestino. Anche le abitudini tipiche delle vacanze possono contribuire. Gli orari diventano irregolari, aumentano aperitivi, bevande gassate e cibi ricchi di sale, mentre si dorme meno e si trascorrono molte ore seduti durante viaggi e spostamenti. Il gonfiore addominale riguarda soprattutto l’apparato digerente e può essere legato a gas o rallentamento intestinale. Non esistono bevande detox capaci di risolvere il problema in poche ore. Le strategie più efficaci sono meno spettacolari, ma molto più concrete: bere in modo regolare, moderare il sodio, mangiare lentamente, muoversi durante la giornata e non aumentare le fibre all’improvviso. Piccoli gesti che, mantenuti con costanza, possono alleggerire davvero l’estate.
Pancia piatta? Bere meglio, non bere il più possibile

Hailey Bieber (Getty Images)
Quando fa caldo aumenta la perdita di liquidi attraverso il sudore. Bere poco può favorire la disidratazione e rendere più difficile il transito intestinale, soprattutto se l’alimentazione contiene molte fibre. È adeguato, per una donna adulta, un apporto totale di circa due litri d’acqua al giorno, comprendendo sia le bevande sia quella contenuta negli alimenti. Il fabbisogno varia però in base alla temperatura, all’attività fisica e alle condizioni individuali. L’acqua dovrebbe essere distribuita durante la giornata, senza concentrare grandi quantità tutte insieme.
Bere troppo rapidamente può aumentare la sensazione di pienezza, mentre bibite gassate, alcol e grandi quantità di bevande zuccherate possono accentuare il gonfiore. L’urina chiara o giallo pallido resta un indicatore pratico di una buona idratazione.
Attenzione al sale nascosto
Il sodio trattiene acqua e un consumo elevato può favorire la sensazione di gonfiore, soprattutto a livello di mani, piedi e caviglie. Il problema non deriva soltanto dal sale aggiunto ai piatti. Le quantità maggiori si trovano spesso in salumi, formaggi stagionati, salse, snack, conserve, piatti pronti e prodotti da forno industriali. Durante l’estate, la combinazione tra caldo, aperitivi salati e pasti fuori casa può diventare particolarmente sfavorevole. Sono utili preparazioni semplici, condite con erbe aromatiche, spezie, limone e aceto.
Anche alimenti ricchi di acqua, come cetrioli, pomodori, anguria, pesche e zucchine, contribuiscono all’idratazione senza ricorrere a tisane drenanti o integratori diuretici.

L’anguria è l’alimento perfetto per idratarsi d’estate (An-Shved/Unsplash)
Il paradosso delle insalate giganti
Mangiare più verdura è generalmente una buona abitudine, ma passare all’improvviso da un’alimentazione povera di fibre a enormi insalate crude può produrre l’effetto contrario. Le fibre fermentano nell’intestino e, se aumentate troppo rapidamente, possono provocare gas, tensione e crampi. Si consiglia di incrementarle gradualmente, soprattutto nelle persone soggette a colon irritabile o meteorismo. Alternare verdure crude e cotte può rendere i pasti più digeribili. Zucchine, carote, melanzane e finocchi cotti sono spesso meglio tollerati rispetto a grandi quantità di cavoli, cipolle, legumi o insalate consumate velocemente.
Non è necessario eliminare intere categorie di alimenti senza una diagnosi: è più utile osservare quantità, combinazioni e reazioni individuali.
La fretta porta aria nello stomaco
Mangiare in pochi minuti, parlare continuamente durante il pasto, bere con la cannuccia o masticare gomme favorisce l’ingestione di aria. Anche porzioni molto abbondanti rallentano lo svuotamento dello stomaco e aumentano la sensazione di pienezza. Pasti regolari e di dimensioni moderate risultano spesso più gestibili delle lunghe ore di digiuno seguite da cene abbondanti. Masticare con calma permette inoltre di riconoscere prima il senso di sazietà. Il vantaggio non riguarda soltanto l’addome: una digestione meno impegnativa riduce anche la sonnolenza e la pesantezza tipiche delle giornate più calde.
Dieci minuti che cambiano il dopopasto

Passeggiare dopo i pasti è il modo migliore per eliminare il gonfiore (Getty Images)
Restare immobili dopo pranzo o cena può accentuare la lentezza digestiva. Una passeggiata tranquilla di dieci o quindici minuti stimola il movimento intestinale e favorisce la circolazione delle gambe. Anche alzarsi regolarmente durante un viaggio, muovere le caviglie o evitare di rimanere per ore nella stessa posizione aiuta a contrastare il ristagno di liquidi. Il movimento muscolare, in particolare nelle gambe, facilita il ritorno dei fluidi verso il cuore. Camminare al mattino, nuotare o praticare yoga leggero sono attività sufficienti per mantenere attivi intestino e circolazione.
Quando il gonfiore non è più soltanto estivo
Un addome che si gonfia occasionalmente dopo i pasti è molto comune. La situazione merita invece un controllo medico quando il disturbo è persistente, compare senza una causa evidente oppure è associato a dolore intenso, vomito, perdita di peso, sangue nelle feci, febbre o cambiamenti importanti dell’alvo. Anche un gonfiore improvviso e marcato di una sola gamba richiede una valutazione rapida. Il corpo d’estate non ha bisogno di essere depurato, ma ascoltato. Ritrovare leggerezza significa soprattutto rispettare idratazione, regolarità e movimento, senza inseguire soluzioni drastiche destinate a durare quanto una giornata di vacanza.
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