Commercio, Sefcovic: “Accelerare l’iter degli accordi. Sul Mercosur fare presto, abbiamo perso 300 miliardi per la mancata attuazione nel 2021”
Bruxelles – Ridurre i tempi tra la conclusione degli accordi di libero scambio con Paesi terzi e la loro entrata in vigore; agire velocemente con l’America Latina per far partire l’intesa con il Mercosur; andare spediti con Stati Uniti e Cina. Sono le direttrici su cui si è concentrato, oggi (20 febbraio), la riunione informale dei ministri del Commercio dei Paesi dell’Unione europea a Nicosia, a Cipro – Paese che ricopre il semestre di presidenza del Consiglio UE.
“Quando i nostri partner del Mercosur saranno pronti con la ratifica, dovremo esserlo anche noi. Ci aspettiamo che l’Argentina – che sta attraversando una fase decisiva proprio questa settimana – sarà la prima a ratificare”, ha affermato il commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, in conferenza stampa al termine della riunione. E a chiarito che la Commissione è “in contatto con i Paesi dell’America Latina” e sta “naturalmente discutendo con la presidenza del Consiglio, gli Stati membri e il Parlamento europeo su come procedere” dopo la battuta d’arresto decisa dall’Eurocamera con l’invio dell’accordo alla Corte di Giustizia UE. E ha incalzato, evidenziando le opportunità economiche che a suo parere l’UE ha già perso a causa della lentezza nel processo di ratifica. “Abbiamo perso quasi 300 miliardi di euro in termini di PIL e più di 200 miliardi in opportunità di esportazione per il fatto di non aver avuto in vigore l’accordo con il Mercosur dal 2021”, ha spiegato citando un studio del think thank ECIPE. Si tratta di “una dimostrazione del fatto che nel mondo di oggi semplicemente non possiamo perdere tempo”.
Ma la velocità non riguarda solo l’accordo con il Mercosur: il commissario per il Commercio si è soffermato a lungo sulla proposta della Commissione UE “di ridurre il più possibile il lasso di tempo tra la conclusione effettiva degli accordi di libero scambio con Paesi terzi e la loro entrata in vigore”. Sefcovic ha fatto notare come sul tema ci sia “ampio consenso” tra i ministri dei Ventisette, spiegando che “se si guarda a qualsiasi valutazione su quanto denaro stiamo perdendo quando questo processo richiede molto tempo, penso che – soprattutto in questo mondo volatile – sia qualcosa che non possiamo più permetterci”. Secondo il politico slovacco, affinchè l’UE possa effettivamente beneficiare delle varie intese commerciali in fase di negoziazione, la conclusione dell’iter deve avvenire “entro un anno dalla fine delle trattative”. E ha invitato l’UE “ad utilizzare l’accordo di libero scambio con l’India e l’Indonesia come casi di prova”.
Rapidità d’azione è quanto Sefcovic auspica anche in relazione agli Stati Uniti. “Ho ribadito ai ministri che l’attuazione dell’accordo con gli USA rimane essenziale”, ha affermato Sefcovic, “anche perché contribuirà a far progredire il nostro lavoro in altri settori, come quello dei minerali critici, con l’obiettivo di ridurre le dipendenze e potenziare le capacità”. Il responsabile UE del commercio si è espresso anche sulla questione delle modifiche all’accordo proposte dal Parlamento europeo, definendosi “molto vicino alla posizione del Consiglio a questo riguardo”. In altre parole, “sottoscriviamo chiaramente la dichiarazione congiunta (firmata lo scorso luglio da Commissione UE e Stati Uniti, ndr)” che “dovrebbe essere attuata correttamente da entrambe le parti. Comprendo – ha proseguito Sefcovic – che il presidente della commissione del Parlamento europeo per il Commercio Internazionale, Bernd Lange, abbia fatto tutto il possibile per costruire un forte sostegno maggioritario all’interno dell’Eurocamera e quindi ci presenteremo ai triloghi con queste posizioni”. In ogni caso, “è molto importante concludere questo processo il più rapidamente possibile, perché questa dichiarazione congiunta è stata raggiunta già nel luglio del 2025 ed è quindi giunto il momento di completare il processo anche da parte nostra”. Ma la conferenza stampa di Sefcovic ha anticipato di circa due ore la decisione della Corte Suprema USA di cancellare i dazi di Trump, portando la Commissione europea su un terreno di ulteriore incertezza: “Restiamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per ottenere chiarimenti sulle misure che intendono adottare in risposta a questa sentenza”, ha commentato il portavoce al Commercio, Olof Gill.
Infine, la Cina. A chi in conferenza stampa gli ha chiesto di definire con una parola la strategia europea nei confronti del Dragone, il commissario UE ha ribadito il concetto del “rebalancing”, ovvero riequilibrio. “Ristabilire un equilibrio nelle nostre relazioni è qualcosa di cui abbiamo chiaramente bisogno”, ha affermato Sefcovic che ha citato gli ultimi dati relativi a “un deficit di 360 miliardi di euro nell’ultimo anno, qualcosa che semplicemente non è sostenibile a lungo termine”. Pur ribadendo la volontà di discutere con Pechino “in modo diplomatico e costruttivo”, secondo Sefcovic l’UE deve “agire”. E “spero che avremo una valutazione costruttiva delle nostre argomentazioni per procedere a definire modi e misure per affrontare la questione”, ha concluso.
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