Como, rissa nel parco tra stranieri: un marocchino irregolare punta una roncola contro un poliziotto, un altro gli sputa addosso

A pochi passi dalle vetrine del centro, dai locali affollati e dal lungolago percorso ogni sera da migliaia di turisti, Como presenta il conto di anni di sinistra sottovalutazione dell’emergenza sicurezza. Nel parco Sant’Elia, uno degli accessi più frequentati alla città murata, una rissa tra sei stranieri è degenerata tra bottiglie rotte, spray al peperoncino e una roncola con una lama di 45 centimetri, poi brandita contro un poliziotto. Per evitare conseguenze ben più gravi, l’agente è stato costretto a neutralizzare l’aggressore con il taser.
E pensare che nel giugno 2022 il sindaco protogrillino Alessandro Rapinese individuava a destra le responsabilità del degrado, attaccando «i malefici partiti che hanno fatto a pezzi la città». A oltre quattro anni dal suo insediamento, però, la realtà è difficile da rovesciare il fallimento sugli avversari.
La fuga con la roncola in mano
È accaduto intorno alle 21 nella notte tra domenica e lunedì, quando alla Questura è arrivata la segnalazione di una violenta colluttazione in corso nel parco. All’arrivo delle volanti, gli agenti si sono trovati davanti un gruppo di uomini che si stavano affrontando con estrema violenza. Quattro sono stati bloccati sul posto, mentre altri due hanno tentato di fuggire tra le strade del centro.
Durante l’inseguimento, uno dei poliziotti ha notato che uno dei fuggitivi stringeva tra le mani una roncola. L’uomo, successivamente identificato come un cittadino marocchino di 21 anni, non ha risposto alle ripetute intimazioni di fermarsi. Quando l’agente è riuscito a raggiungerlo, il giovane non ha abbandonato l’arma né ha mostrato l’intenzione di arrendersi.
Al contrario, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, si sarebbe voltato brandendo la lama contro l’operatore con atteggiamento minaccioso. A quel punto il poliziotto ha estratto il taser e ha esploso i dardi elettrici, riuscendo a immobilizzarlo e a disarmarlo senza che nessuno riportasse conseguenze gravi.
Un intervento rapido che ha impedito alla situazione di trasformarsi in qualcosa di ben peggiore. Una roncola di quelle dimensioni, in una zona turistica e a pochi metri dalle famiglie, non è un semplice oggetto portato per caso: è un’arma capace di compiere una strage.
Sputi e minacce contro gli agenti
Nel frattempo, gli altri poliziotti hanno raggiunto e fermato il secondo uomo in fuga, un marocchino di 24 anni. Il giovane avrebbe mantenuto un comportamento violento anche durante il trasferimento e una volta condotto negli uffici della Questura.
Avrebbe sputato contro gli agenti, rivolto loro minacce e pronunciato insulti contro la Polizia di Stato. Un copione ormai tristemente noto: prima la violenza in strada, poi il tentativo di fuggire e infine l’aggressività contro chi interviene per ristabilire l’ordine.
I due cittadini marocchini, entrambi irregolari sul territorio nazionale, sono stati denunciati e trasferiti nella casa circondariale del Bassone, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli altri quattro partecipanti alla rissa — tre camerunensi e un ivoriano — sono stati invece denunciati a piede libero.
Il parco sottratto a famiglie e turisti
L’episodio riaccende il tema della sicurezza nel centro di Como. Il parco Sant’Elia non è una periferia abbandonata: sorge sopra uno dei principali parcheggi sotterranei della città ed è attraversato ogni giorno da residenti, famiglie e visitatori diretti verso il lago e il centro storico.
Proprio per questo quanto avvenuto appare ancora più grave. Uno spazio pubblico destinato alle passeggiate serali è diventato teatro di una battaglia primitiva tra uomini armati, mentre cittadini e turisti si trovavano a poche decine di metri.
Da tempo dal centro e dal lungolago arrivano segnalazioni di risse, aggressioni e comportamenti molesti. Fenomeni che non possono essere liquidati come semplici episodi isolati, soprattutto quando coinvolgono persone irregolari e armi improprie. La Como delle cartoline, del turismo internazionale e degli alberghi di lusso non può convivere con zone franche nelle quali a comandare sono violenza e impunità.
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