Consiglio comunale a Varese: passa la norma anti-ostruzionismo, ma nel centrodestra è scontro

Nuove regole in Consiglio comunale a Varese per evitare il blocco dei lavori d’aula. Nella seduta di giovedì 21 maggio Palazzo Estense ha approvato una modifica al regolamento che dichiara inammissibili gli emendamenti “seriali” ed “emulativi”, quelli cioè presentati in sequenza con minime variazioni economiche al solo scopo di fare ostruzionismo. La svolta regolamentare nasce da quanto accaduto lo scorso dicembre durante la sessione di bilancio, quando vennero presentati ben 2.500 emendamenti consecutivi, paralizzando l’attività amministrativa.
Il nodo tecnico e le sentenze del Tar
La decisione di intervenire sul regolamento non è una scelta puramente politica, ma poggia su solide basi giuridiche. Gli uffici comunali hanno infatti condotto una ricerca approfondita sulla giurisprudenza amministrativa, individuando diverse sentenze del Tar. I magistrati amministrativi hanno esplicitato chiaramente che gli emendamenti di carattere seriale hanno come unico fine quello di bloccare la macchina del Comune e non possono quindi essere considerati ammissibili. Questa restrizione è peraltro già attiva nei regolamenti dei consigli comunali di molte altre città capoluogo italiane.
L’accordo in commissione e la mediazione della Lega
La proposta di modifica era stata inizialmente presentata nella Commissione 1, dove era stata accolta positivamente nello spirito da tutti i gruppi d’aula. In quella sede, la Lega ha avanzato una propria proposta ufficiale, che è stata fatta propria dalla maggioranza e portata al voto del Consiglio comunale. Nel corso della seduta di ieri, il gruppo del Carroccio ha presentato ulteriori emendamenti per rifinire e specificare meglio il testo della norma anti-ostruzionismo.
Il caso politico: la spaccatura tra Angei e il suo gruppo
Dietro il voto favorevole si nasconde però una profonda frattura politica interna alla minoranza di centrodestra. Tutti gli emendamenti di mediazione portati in aula non portano infatti la firma del consigliere della Lega Stefano Angei. I retroscena consiliari confermano che l’esponente leghista non fosse d’accordo con la linea diplomatica e aperturista scelta dal resto del suo gruppo, decidendo di non firmare i documenti e di non votare il provvedimento finale, nonostante il passaggio dei testi proposti dal suo stesso partito.
«Evidenzio politicamente la presa di distanza della Lega da Angei – il commento di Giacomo Fisco, capogruppo del Partito Democratico – e dal suo comportamento che si è visto anche sul bilancio e che in realtà vediamo in tante altre occasioni. Questo secondo me è il primo dato politico forte».
Centrodestra diviso a un anno dalle elezioni
Il dibattito in aula ha fatto emergere altre frizioni all’interno della coalizione d’opposizione. Il consigliere Salvatore Giordano si è infatti astenuto su tutti i testi presentati dalla Lega, mostrando forte reticenza verso l’atteggiamento morbido dei colleghi di banco. Lo scenario che si delinea a Palazzo Estense mostra una coalizione che non è ancora riuscita a ricomporsi dopo lo strappo dello scorso inverno. Fratelli d’Italia, principale partito di governo a livello nazionale, non dialoga in città con la forza più movimentista della minoranza, lasciando aperto un solco politico profondo.
Regolamento anti-ostruzionismo, intesa a Palazzo Estense per fermare le “sedute fiume”
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