Coolcation in Valtellina tra rafting, relax sul lago e pesca sportiva

Con le temperature roventi di questa estate la vacanza più ricercata è quella all’insegna della coolcation, ovvero raggiungere località dalle temperature decisamene più fresche, e le località montane si attrezzano.
Tra queste c’è la Valtellina: laghi, fiumi e torrenti sono infatti elementi distintivi del paesaggio alpino dalla Valchiavenna all’Alta Valtellina e offrono un’ampia varietà di esperienze che permettono di viverli in modo attivo, adattandosi alle esigenze e agli interessi di ogni visitatore, sempre nel rispetto dell’ambiente in cui ci si trova.
Chi cerca emozioni e adrenalina troverà i torrenti di montagna, l’ambiente ideale per praticare il canyoning (torrentismo), dove cascate, gole e salti naturali trasformano il corso d’acqua in un percorso di avventura. Chi predilige un’esperienza sportiva può anche scegliere il rafting, affrontando le rapide dei fiumi, oppure esplorare laghi e corsi d’acqua in canoa o kayak. Per godersi il paesaggio in modo più tranquillo e contemplativo, le rive dei laghi offrono spazi dedicati al relax, alle passeggiate e alla pesca sportiva, con esperienze adatte alle famiglie e a chi desidera trascorrere il tempo libero immerso nella natura.
L’acqua è un importante elemento di attrazione ma è necessario viverla in modo consapevole: nei laghi alpini il bagno è quasi sempre vietato, poiché l’acqua resta molto fredda anche in estate e può essere pericolosa, mentre la balneazione e l’uso di creme solari possono compromettere ecosistemi di grande fragilità.
Rafting e canoa
Il fiume Adda, che attraversa il cuore della Valtellina, è uno dei principali scenari naturali per la pratica di rafting e canoa. Le attività si svolgono lungo il fiume, in particolare da est a ovest, nel tratto da Stazzona (frazione di Villa di Tirano) e Castione Andevenno (qualche km dopo Sondrio), dove le acque alternano zone più tranquille a tratti di maggiore movimento, rendendo l’esperienza adatta a diversi gradi di preparazione. Si tratta di sport fluviali che non richiedono particolari esperienze pregresse, ma è necessario essere in buone condizioni fisiche e seguire sempre le indicazioni delle guide durante il briefing iniziale e la discesa, che viene effettuata in totale sicurezza con istruttori qualificati e attrezzatura completa.
Adrenalina con il canyoning
La disciplina del canyoning permette di esplorare gole, cascate e forre create dall’acqua, vivendo momenti adrenalinici a stretto contatto con l’ambiente montano. Si tratta di una attività che richiede preparazione adeguata e che deve essere svolta esclusivamente con Guide Alpine qualificate, con l’adozione di attrezzatura tecnica specifica, seguendo attentamente le indicazioni di sicurezza. Per la natura dei percorsi e delle condizioni ambientali, non è un’attività adatta all’improvvisazione e viene sempre consigliato di affidarsi a professionisti del settore per garantire un’esperienza sicura e al tempo stesso appagante.
In Valchiavenna, la Val Bodengo rappresenta uno dei riferimenti principali per il canyoning, con percorsi che si sviluppano in un contesto naturale selvaggio e suggestivo, tra scivoli naturali, calate e strette gole scavate nel tempo dall’acqua. L’esperienza viene proposta con accompagnamento di guide specializzate che conoscono il territorio e ne valorizzano le caratteristiche naturalistiche.
Lungo la strada che sale al Passo Stelvio, nella Valle dei Vitelli, si può vivere una discesa emozionante di canyoning in tutta sicurezza con le Guide Alpine di Bormio. L’attività si sviluppa attraverso itinerari pensati per l’approccio all’avventura. La Marmotta Experience è indicata per chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina e offre un percorso più semplice tra calate brevi, scivoli naturali e piccole cascate. La Stambecco Experience propone un livello intermedio con passaggi più impegnativi e cascate di maggiore impatto scenico, mentre l’Aquila Experience rappresenta il percorso più completo e avventuroso, con lunghe calate, gole strette e formazioni rocciose.
Sul lago
Ci sono poi il Lago di Livigno e il Lago di Mezzola: due ambienti che, pur appartenendo allo stesso contesto alpino, assumono caratteri profondamente diversi.
Il Lago di Livigno, a oltre 1.800 metri di altitudine e delimitato dalla diga, si presenta come uno specchio d’acqua d’alta quota, freddo e limpido, immerso in un paesaggio tipicamente montano. Il lago è uno spazio funzionale alla pratica sportiva, è navigabile per imbarcazioni non a motore: kayak, sup e pedalò. Al centro del bacino si trova anche una piattaforma galleggiante, punto di sosta per chi percorre il lago. L’inizio delle attività sull’acqua è subordinato al livello di riempimento del lago e alle condizioni meteorologiche. L’accesso al lago è consentito esclusivamente dal pontile appositamente predisposto, previa presentazione del ticket rilasciato dalla reception di Aquagranda.
Il Lago di Mezzola, che si trova nel fondovalle valtellinese a Nord del Lago di Como, rappresenta invece un ambiente naturale più articolato, in cui l’acqua si intreccia con canneti, zone umide e l’ecosistema della Riserva del Pian di Spagna. Qui il lago è attraversato da canoe, kayak e piccole imbarcazioni che procedono lentamente, permettendo di osservare la ricchezza della flora e della fauna locale. L’acqua è più mite e il paesaggio più dolce, in un equilibrio tra ambiente lacustre e terraferma.
Passione pesca sportiva
La Valtellina è una destinazione ideale anche per gli appassionati di pesca sportiva. Dalle acque dei fiumi maggiori ai torrenti, fino ai suggestivi laghetti alpini del territorio, la provincia di Sondrio offre ambienti adatti sia ai pescatori più esperti sia a chi desidera vivere una prima esperienza immerso nella natura. È possibile praticare diverse tecniche, dalla pesca tradizionale alla pesca a mosca fino alla modalità “no kill”, sempre nel rispetto dell’ambiente e della normativa vigente. Per pescare è necessario essere in possesso della licenza di pesca prevista dalla normativa regionale e degli eventuali permessi richiesti nei singoli comprensori, acquistabili presso gli Infopoint turistici e i punti autorizzati. Chi desidera avvicinarsi a questa disciplina o perfezionare la propria tecnica può inoltre affidarsi alle guide di pesca del territorio.
Il fiume Adda e i torrenti Bitto, Masino e dell’Alta Valtellina offrono numerosi tratti dedicati alla pesca in acque correnti, dove è possibile trovare specie come trote, temoli e salmerini in contesti naturali di grande fascino. Facilmente raggiungibile da Aprica, il torrente Belviso è una delle mete più amate dai pescatori della zona. Per chi preferisce la pesca in quota, ecco il Lago del Porcile in Val Tartano e i Laghi di Cancano, nei pressi di Bormio, ideali per vivere un’esperienza immersi nella natura alpina. Anche a Livigno la pesca sportiva è praticabile lungo il fiume Spöl e nei laghi alpini della valle.
Chi si approccia per la prima volta alla pesca può scegliere uno dei laghetti attrezzati del territorio, come La Sablonera a Bormio, il Parco Prati di Punta a Grosotto, il laghetto della Magnolta ad Aprica e il Lago di Sommasassa a Teglio, dove si possono trovare servizi dedicati, punti di noleggio dell’attrezzatura e aree attrezzate per trascorrere una giornata all’aria aperta.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
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