Crisi dei chip, le "Big 3" della DRAM accusate di aver fatto cartello sui prezzi

30 Giugno 2026 - 10:30
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I tre principali produttori mondiali di memoria DRAM al mondo, ovvero Samsung (Corea), SK hynix (Corea) e Micron (USA) sono stati denunciati negli Stati Uniti con l’accusa di aver coordinato illegalmente la riduzione dell’offerta di certe tipologie di memoria, provocandone un forte aumento dei prezzi negli ultimi anni. La class action (o meglio: quella che spera di diventare una class action) è stata presentata da un gruppo di 17 persone fisiche e piccole imprese che operano nel settore tech / informatica, e riguarda standard di memoria DDR (Double Data Rate) ormai vecchiotti.

La tesi è che le “Big 3” abbiano sfruttato la crescente domanda di memorie ad alte prestazioni (soprattutto le HBM, High Bandwidth Memory) destinate al settore AI per limitare la produzione delle tradizionali DDR3 (lanciate nel 2007) e DDR4 (2014), causando aumenti di prezzo che nel giro di pochi anni sono arrivati addirittura a 7 volte tanto. Questo fenomeno si è inevitabilmente riversato sulle tasche dei consumatori al dettaglio e delle imprese - sia i produttori di PC sia i loro clienti.

L’altro punto chiave della denuncia è che il mercato globale della memoria volatile è estremamente concentrato: le tre società chiamate in causa controllano il 90% della produzione globale (da notare che Samsung è al tempo stesso anche una delle “Big 3” delle memorie NAND, usate per dispositivi di archiviazione come SSD, chiavette, UFS e così via). Questo rende molto difficile l’ingresso di nuovi concorrenti, che potrebbero compensare eventuali tagli all’offerta. Costruire nuovi impianti produttivi richiede infatti investimenti nell’ordine di decine di miliardi di dollari e tempi di realizzazione molto lunghi.


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