Cuba trema: scossa di terremoto di magnitudo 6.1 avvertita anche negli USA, edifici evacuati e treni sospesi

09 Giugno 2026 - 12:55
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Paura a Cuba dove ieri pomeriggio è stato avvertito un terremoto di magnitudo 6.1. Non sono stati segnalati feriti né danni ma alcuni edifici sono stati comunque evacuati, sospesi temporaneamente i servizi di due treni pendolari sopraelevati. Scossa avvertita anche negli Stati Uniti: segnalate nella Florida sud-occidentale, come segnalato dal Servizio Meteorologico Nazionale di Miami, e a nord di Orlando.

L’epicentro è stato individuato nelle acque a ovest della capitale, a 25 chilometri di profondità. La scossa è stata definita come un evento estremamente raro dal geofisico William Barnhart, dell’US Geological Survey. È il sisma più forte mai registrato nel Golfo del Messico con strumenti moderni, risalenti agli anni ’50. Sui social e sui media sono girati diversi filmati che mostrano la gente scesa in strada dopo aver avvertito la scossa.

A preoccupare in questo caso è la faglia Oriente, che si trova al largo della costa sud-orientale di Cuba. È quella che ha provocato terremoti devastanti tra cui quello di magnitudo 7.7 nel gennaio 2020. In quel caso si registrarono danni sull’isola ma anche alle Cayman. Non sembra questo il caso, anche se si tratta di uno dei periodi più duri che l’isola abbia mai attraversato con blackout continui e prolungati, assenza di carburante e prezzi di cibo e generi di prima necessità sempre più alti.

A fine maggio il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, tramite la procura federale di Miami, ha incriminato per omicidio Raúl Castro, 94 anni, ex presidente di Cuba e fratello dello storico cubano Fidel Castro. Castro al momento non ricopre alcuna carica ufficiale ma resta una personalità molto influente. L’episodio contestato è quello dell’abbattimento nel 1996 di due piccoli aerei di un’associazione statunitense che forniva assistenza e soccorso alle persone che scappavano da Cuba via mare, morirono tre cittadini statunitensi e un cubano residente negli Usa.

Una mossa arrivata dopo mesi di minacce da parte di Donald Trump di intervenire nel Paese e rovesciare il regime, un po’ come successo con l’ex Presidente del Venezuela Nicolas Maduro, prelevato e trasportato negli USA. “Che la liberi o la prenda, penso di poterci fare tutto quello che voglio. È una nazione molto indebolita in questo momento”. A gennaio Washington aveva impedito l’accesso di Cuba al petrolio straniero. A marzo il Presidente Miguel Díaz-Canel aveva ammesso trattative con gli USA. A maggio la portaerei a propulsione nucleare Nimitz era entrata nel Mar dei Caraibi meridionale.

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