Dai bandi alla programmazione permanente, la Rete Cardiologica IRCCS lancia due Comitati strategici per la ricerca
Milano, 22 luglio 2026 – La ricerca cardiovascolare richiede oggi una capacità di programmazione che non può più dipendere dalle sole opportunità di finanziamento: per rispondere a questa esigenza, la Rete Cardiologica IRCCS del Ministero della Salute ha costituito due Comitati – Tecnico Scientifico e di Indirizzo Scientifico – chiamati a rendere permanente l’elaborazione dei programmi e a coordinare competenze, dati e infrastrutture dei venti IRCCS associati.
Il cambiamento riguarda innanzitutto il metodo di lavoro: la costruzione delle iniziative scientifiche non sarà più concentrata nei tempi, spesso ristretti, imposti dai bandi, ma diventerà un’attività costante di analisi, confronto e integrazione, capace di individuare priorità comuni e favorire il confronto tra professionalità multidisciplinari.
“Competenze cliniche e scientifiche, dati, biobanche, piattaforme tecnologiche e infrastrutture – commenta il Presidente della Rete, Lorenzo Menicanti – potranno così concorrere fin dall’inizio alla definizione di programmi multicentrici più solidi e coerenti, sostenuti da basi metodologiche condivise e da un raccordo stabile tra gli Istituti”.
I due organismi svolgeranno funzioni distinte e complementari: il Comitato Tecnico Scientifico promuoverà il confronto tra gli Istituti, coordinerà le attività comuni e accompagnerà lo sviluppo delle proposte; il secondo concorrerà alla definizione delle priorità e degli orientamenti strategici, assicurandone la coerenza con gli obiettivi della Rete. La loro azione congiunta consentirà di collegare visione, valutazione metodologica e capacità operativa all’interno di un unico processo.
“Con la costituzione dei due Comitati – spiega il Coordinatore scientifico della Rete e promotore dell’iniziativa, prof. Gianfranco Parati – compiamo un passaggio decisivo: la collaborazione tra gli IRCCS assume una forma stabile e si traduce in una capacità comune di programmare, scegliere le priorità e costruire iniziative di respiro nazionale. Mettere in relazione in modo continuativo le competenze dei nostri Istituti significa rafforzare il ruolo della Rete e creare condizioni più favorevoli per affrontare le grandi sfide della ricerca cardiovascolare”.
Secondo Parati, inoltre, “un programma multicentrico solido richiede un lavoro preparatorio che precede di molto la pubblicazione di un bando: occorre definire gli obiettivi, verificare la sostenibilità metodologica, armonizzare i dati e individuare le competenze necessarie; una sede permanente di confronto permette di svolgere questo percorso con continuità e di arrivare alle successive opportunità con proposte mature, condivise e scientificamente robuste”.
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