Don Mazzi, Granelli: "Dalle istituzioni il dovere di imparare dalla sua vita”
“È stato un uomo che ha fatto grande la nostra città, che ha saputo rispondere ai giovani di questa città, alle sfide di questa città”. A dirlo è Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e Protezione civile del Comune di Milano, uscendo dalla camera ardente di don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, morto ieri a Milano. “Questo è il momento del saluto a lui e della vicinanza a tutte le persone che gli sono state più vicine, che vivono la perdita in maniera più significativa – ha proseguito Granelli – Ci saranno tutti i modi per ricordarlo e per fare in modo non solo di ricordare qualcosa del passato, ma che il suo nome, la sua storia aiutino a pervadere le scelte di ogni giorno, di una città, di un mondo”. Poi il riferimento all’ultimo libro. “Ricordo l’ultima frase del suo ultimo libro dell’anno scorso, che parlando di futuro dice speranza e sfide – ha aggiunto – Penso che queste due parole dicano bene la sua storia e ci lascino un grande messaggio per l’oggi e per il futuro”. Per le istituzioni, ha osservato l’assessore, è un momento di lutto per la perdita di un uomo che ha avuto un’energia enorme. “Ha avuto la forza di andare avanti fino all’ultimo e di pensare sempre con speranza alle sfide, e ha toccato le sfide più grandi, quella della droga, quella della violenza e del terrorismo, ma sempre con la speranza che c’è una soluzione, c’è un modo per uscirne. Dobbiamo imparare ogni giorno dalla sua vita, dai suoi gesti, da questa capacità di credere nelle persone, credere nel cambiamento e credere che c’è una speranza per vincere le sfide”, ha concluso Granelli.
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