Ebola: i tagli Usa indeboliscono la risposta all’epidemia, l’Unione africana chiede nuovi fondi
I tagli effettuati dagli Stati Uniti agli aiuti esteri destinati ai programmi sanitari e di sviluppo hanno ridotto la capacità di risposta ai rischi epidemici nei territori più vulnerabili, come il nuovo focolaio di ebola che Repubblica democratica del Congo (Rdc) e Uganda stanno affrontando e che viene ritenuto particolarmente contagioso. Lo sottolinea un articolo pubblicato da “Stat”, media statunitense specializzato in temi sanitari, nel quadro delle tensioni fra Stati Uniti e l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), da cui Washington si è ritirata in aperta polemica con la gestione dei fondi allocati.
L’Rdc affronta la terza più grande epidemia di ebola registrata nel Paese dopo quelle del 2018 e del 2022: la prima, durata due anni nelle province del Nord Kivu e dell’Ituri, provocò non meno di 2.280 morti. Per l’epidemia in corso l’Oms ha confermato 134 decessi ed oltre 600 contagi, incluso un medico statunitense ora ricoverato in isolamento al policlinico universitario Charité di Berlino, in Germania. Le autorità sanitarie stanno monitorando centinaia di casi sospetti in Rdc e Uganda causati dalla variante di ebola nota come Bundibugyo.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha intanto respinto le accuse del segretario di Stato Usa Marco Rubio, secondo cui l’agenzia sarebbe intervenuta “in ritardo” nel rilevare l’epidemia nella Repubblica democratica del Congo. Intervenendo a Ginevra a margine dell’Assemblea mondiale della sanità in corso fino al 23 maggio, Tedros ha affermato che l’Oms “non sostituisce il lavoro dei Paesi, ma li sostiene”, aggiungendo che le critiche statunitensi potrebbero derivare da una “mancata comprensione” del funzionamento dei regolamenti sanitari internazionali e del ruolo dell’agenzia. Poche ore dopo la conferma del contagio del medico statunitense Peter Stafford, il dipartimento di Stato Usa ha da parte sua annunciato lo stanziamento iniziale di 13 milioni di dollari per sostenere gli sforzi di risposta immediata, aggiungendo poco dopo l’impegno a finanziare 50 centri di trattamento in Rdc e Uganda. “Il dipartimento di Stato sta coordinando una risposta completa all’epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda”, ha scritto su X il consigliere senior per gli Affari arabi e africani, Massad Boulos. Secondo le ultime informazioni, un secondo medico statunitense in Congo, Patrick LaRochelle, è stato trasferito all’ospedale di Bulovka a Praga, in Repubblica Ceca, dopo essere stato esposto a sua insaputa al virus curando un paziente.
L’Oms considera l’attuale epidemia un rischio “elevato” per l’Africa centrale, ma “debole” a livello globale: il comitato d’emergenza dell’organizzazione dedicato all’evoluzione del focolaio in Rdc, riunitosi lunedì scorso, ha stabilito che l’epidemia non soddisfa al momento i criteri per essere dichiarata “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale”. L’organizzazione si è tuttavia detta preoccupata per la “portata e la velocità” del contagio, oltre che per l’assenza di un vaccino approvato e di un trattamento specifico. L’Unione africana ha dal canto suo sollecitato una risposta coordinata da parte degli Stati membri. All’appello ha risposto rapidamente il Sudafrica, annunciando un contributo di 2,5 milioni di dollari ai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) a sostegno della risposta all’epidemia. L’agenzia sanitaria dell’Ua ha ringraziato Pretoria per la “tempestiva dimostrazione di leadership, solidarietà e impegno per la sicurezza sanitaria collettiva dell’Africa”.
L’impegno sudafricano a versare fondi al Fondo africano per le epidemie dell’Africa Cdc è arrivato dopo l’appello rivolto il 19 maggio ai capi di Stato e di governo africani dal presidente della Commissione dell’Ua, Mahmoud Ali Youssouf, affinché dimostrassero “solidarietà continentale” e “azione coordinata” nella risposta al focolaio. I fondi stanziati da Pretoria contribuiranno a rafforzare attività cruciali quali coordinamento continentale, sorveglianza epidemiologica, sistemi di laboratorio, risposta sanitaria rapida, prevenzione e controllo delle infezioni, preparazione transfrontaliera e sostegno alle comunità colpite. Africa Cdc ha inoltre esortato gli altri Stati membri dell’Unione, i Paesi donatori, i partner internazionali, le organizzazioni filantropiche e il settore privato a “seguire questo esempio” contribuendo al fondo per sostenere gli sforzi in corso. Oggi il Regno Unito ha annunciato un nuovo stanziamento fino a 20 milioni di sterline (23,5 milioni di euro) per contribuire al contenimento dell’epidemia nell’est della Rdc.
Nell’attuale fase dell’emergenza, l’Oms raccomanda di concentrare la risposta su sorveglianza epidemiologica, tracciamento e monitoraggio dei contatti, isolamento dei casi sospetti e confermati, rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, protezione degli operatori sanitari, sepolture sicure e mantenimento dei servizi essenziali. Le restrizioni generalizzate ai viaggi non vengono considerate, al momento, una misura prioritaria. Alcuni Stati ed enti internazionali hanno tuttavia adottato misure precauzionali. Il governo degli Stati Uniti ha vietato l’ingresso nel Paese a persone provenienti o recentemente transitate nell’area colpita, con l’eccezione dei titolari di passaporto Usa, temendo la diffusione della malattia. India e Unione africana hanno deciso di rinviare il quarto vertice India-Africa, previsto a Nuova Delhi dal 28 al 31 maggio, a causa della “situazione sanitaria emergente” nel continente africano. Le parti, ha riferito il ministero degli Esteri indiano, hanno concordato che sarebbe stato “opportuno” posticipare l’evento; le nuove date saranno definite successivamente.
Anche l’Italia sta monitorando l’evoluzione del quadro epidemiologico e ha emanato ieri una circolare per la sorveglianza sanitaria del personale, sanitario e non, impegnato in attività di cooperazione e supporto logistico nelle aree interessate dal focolaio. Il capo del dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie, Maria Rosa Campiello, ha inoltre partecipato alle riunioni organizzate dall’Oms e dal Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Unione europea dedicate all’epidemia nella Repubblica democratica del Congo.
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