Emergenza colombacci in Toscana: danni a grano per 40mila euro
Roma, 7 lug. (askanews) – “Situazione insostenibile per gli agricoltori, il colombaccio deve essere subito inserito fra le specie di controllo (ovvero interventi straordinari di abbattimento), sbloccando i piani straordinari di contenimento all’interno delle aree colpite” dopo la distruzione di intere produzioni di grano, ma anche altri cereali, e poi girasole, ceci e colture primaverili.
A chiederlo è la Cia Agricoltori Italiani della Toscana che ha inviato una lettera al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e, per conoscenza, all’assessore Leonardo Marras, al sottosegretario alla presidenza Bernard Dika e uffici regionali, per una rapida soluzione ad un problema che si sta trascinando da anni. Già nell’agosto 2025 la Cia Toscana aveva fatto presente l’emergenza colombaccio soprattutto nella Toscana centrale, nella zona della Piana, fra Sesto Fiorentino e l’Empolese-Valdelsa.
“Ogni attacco condotto da uno stormo – evidenzia Cia Toscana – comporta una perdita immediata di almeno 12 chilogrammi di granella al giorno”. Sull’intero periodo produttivo, i danni complessivi possono arrivare a superare il 60% della produzione totale, azzerando i già ridotti margini di guadagno del settore cerealicolo. Il colombaccio rappresenta oggi la principale causa di danno in regione subito dopo il cinghiale e il capriolo, provocando perdite che in singole realtà aziendali hanno toccato i 40mila euro in una sola annualità, come verificatosi nel 2024. (Segue)
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