Europol smantella una rete internazionale di stupratori: 57 arresti tra Europa e Sud America, identificate centinaia di vittime

05 Luglio 2026 - 22:37
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Europol smantella una rete internazionale di stupratori: 57 arresti tra Europa e Sud America, identificate centinaia di vittime

C’è un lato oscuro di Internet che difficilmente emerge agli occhi dell’utente comune. Un mondo fatto di forum nascosti, chat criptate e comunità online dove la violenza contro le donne non solo viene raccontata, ma pianificata e addirittura celebrata. Un universo in cui esseri umani vengono ridotti a semplici “bersagli”, privati della loro dignità e del loro diritto più fondamentale: quello di decidere del proprio corpo.

È proprio questo sistema criminale che il Progetto Medusa, una delle più importanti operazioni internazionali mai coordinate da Europol, ha iniziato a smantellare. L’inchiesta, avviata lo scorso aprile, ha coinvolto le autorità di Germania e Regno Unito, con il supporto delle forze dell’ordine di Stati Uniti, Brasile, Canada, Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Spagna.

Secondo Europol, tra il 22 e il 24 giugno sono stati identificate 156 persone tra autori e vittime, aperte più di 270 piste investigative e arrestate 57 persone. Secondo Europol e la National Crime Agency (Nca), nella maggior parte dei casi le vittime sono state sedate prima di essere violentate, spesso da persone di cui si fidavano e, in alcuni casi, da più aggressori collegati tra loro.

Le piattaforme online, spesso protette da sistemi di messaggistica criptata, venivano utilizzate per scambiarsi informazioni sui farmaci da utilizzare, sulle modalità di somministrazione per evitare di essere scoperti e per diffondere materiale che documentava gli abusi. Molte vittime hanno scoperto di aver subito violenze sessuali solo dopo essere state contattate dagli investigatori.

Come Gisele Pelicot in Francia

Un tipo di reato che ricorda il caso di Gisele Pelicot in Francia dove si prevede la deliberata privazione della capacità di dare il consenso a una persona al fine di commettere reati sessuali, spesso per mano di qualcuno che la vittima conosce e di cui si fida, e in alcuni casi da parte di più individui collegati tra loro. Le vittime vengono sedate con droghe o alcol prima di essere violentate e aggredite sessualmente, e video e foto delle aggressioni vengono poi diffusi online.

“Gli abusi di cui stiamo parlando sono tra i più orribili che abbia mai visto nella mia carriera. Le vittime subiscono orribili violenze sessuali nelle proprie case, in una violazione estrema della fiducia”, ha dichiarato Siobhan Blake, responsabile nazionale del Crown Prosecution Service britannico per i casi di stupro e reati sessuali gravi.

Tre giorni di lavoro per fermare una rete globale della violenza

Dal 22 al 24 giugno 2026, il quartier generale della National Crime Agency di Londra ha ospitato un intenso “Data Sprint”: ventinove investigatori provenienti da sette nazioni hanno lavorato fianco a fianco analizzando migliaia di dati, immagini e comunicazioni digitali.

In appena tre giorni sono state identificate 156 persone, tra presunti responsabili e vittime, sono emerse 274 nuove piste investigative e sono state individuate quattro nuove comunità online dedicate alla diffusione e all’organizzazione di violenze sessuali facilitate dall’uso di droghe.

Non si tratta di gruppi improvvisati. Gli investigatori parlano di una rete internazionale strutturata, capace di collegare persone residenti in continenti diversi accomunate dalla stessa ideologia di odio e sopraffazione.

Donne considerate “oggetti” da condividere

Le prove raccolte sono tra le più sconvolgenti. Nelle chat gli utenti si scambiavano consigli su quali sostanze utilizzare per stordire le vittime senza destare sospetti, indicazioni su come procurarsi farmaci illegalmente e strategie per cancellare ogni traccia dopo gli abusi. Ma c’è un elemento che colpisce più di ogni altro.

In alcuni casi documentati dagli investigatori, uomini appartenenti alla rete criminale arrivavano a organizzare violenze nei confronti delle proprie compagne o partner, consentendo ad altri membri del gruppo di abusarne. Le vittime diventavano così oggetti di scambio, private della loro umanità e della loro libertà.

Per Europol non si tratta semplicemente di singoli stupri, ma di un modello criminale in cui ogni partecipante incoraggia gli altri, alimentando una spirale di violenza sempre più estrema.

Il tradimento che fa più male

La Drug-Facilitated Sexual Assault (DFSA) è una forma di violenza particolarmente subdola. Le vittime vengono drogate con sostanze sedative o narcotiche che compromettono coscienza, memoria e capacità di reagire. Molte, al risveglio, ricordano soltanto frammenti confusi. Altre non ricordano nulla, ma scoprono di essere state violate attraverso segni sul corpo, immagini diffuse online o esami medici.

Ancora più sconvolgente è il profilo degli aggressori. Secondo Europol, nella maggior parte dei casi non si tratta di sconosciuti incontrati per strada. Sono partner, ex partner, amici, familiari o persone di fiducia, individui che sfruttano la vicinanza e l’accesso alle abitazioni delle vittime per colpire nel luogo in cui dovrebbero sentirsi più al sicuro. È il tradimento della fiducia a rendere queste vicende ancora più devastanti.

Non solo stupro: le droghe possono uccidere

Le sostanze utilizzate non servono soltanto ad annullare la volontà della vittima. Spesso vengono somministrate in combinazioni estremamente pericolose, senza alcuna conoscenza medica, aumentando il rischio

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