Eventi e fiere, il gadget cambia ruolo: più utile, personalizzato e sempre più Made in Italy
Fiere, congressi ed eventi aziendali continuano a rappresentare uno dei momenti più importanti per costruire relazioni tra aziende e pubblico. In un contesto nel quale stand, comunicazione digitale e attività esperienziali sono sempre più curate, anche il classico gadget promozionale sta cambiando funzione.
Non basta più distribuire un oggetto con un logo. La tendenza è scegliere articoli realmente utilizzabili durante l'evento o capaci di accompagnare il partecipante anche una volta tornato in ufficio, trasformando il merchandising in un'estensione dell'identità aziendale.
Lanyard, badge, taccuini, cartelle, accessori da scrivania e piccoli omaggi diventano così parte di una comunicazione coordinata che inizia all'ingresso della manifestazione e può continuare ben oltre la chiusura degli stand.
DAL GIVEAWAY AL KIT PER L'EVENTO
Per anni il gadget fieristico è stato associato soprattutto all'oggetto distribuito in grandi quantità ai visitatori. Oggi l'approccio può essere molto più articolato.
La scelta dei gadget personalizzati per eventi e fiere può partire infatti dalla funzione che ogni articolo deve svolgere.
Un block notes può accompagnare un congresso o un workshop. Una cartellina può raccogliere programma e materiale informativo. Una shopper permette al visitatore di conservare cataloghi e documentazione raccolti durante la giornata. Penne, accessori da scrivania e portabiglietti possono invece continuare a essere utilizzati dopo l'evento.
Il risultato è un piccolo ecosistema di oggetti coordinati, nel quale logo, colori e messaggi dell'azienda possono seguire una stessa identità visiva.
E proprio questa continuità può fare la differenza tra un gadget destinato a essere dimenticato e uno strumento che continua a generare visibilità.
LANYARD PERSONALIZZATI: IL GADGET CHE DIVENTA PARTE DELL'EVENTO
Tra tutti gli articoli utilizzati nel settore fieristico, il lanyard occupa una posizione particolare.
Non è soltanto un omaggio: spesso è un vero e proprio elemento funzionale dell'organizzazione.
Serve per portare badge, pass e accrediti e accompagna espositori, visitatori, relatori e staff durante tutta la manifestazione. Di conseguenza, il marchio stampato sul nastro rimane visibile per molte ore e compare naturalmente anche nelle fotografie, nei video e nei contenuti social realizzati durante l'evento.
La personalizzazione può inoltre andare ben oltre il semplice logo. Colori, grafiche ripetute, claim e stampa a sublimazione consentono di integrare il lanyard nell'immagine coordinata della manifestazione.
Esistono anche versioni in materiali riciclati, modelli con sgancio di sicurezza, fibbie removibili e differenti tipologie di moschettoni, permettendo di adattare il prodotto al tipo di evento e al pubblico.
QUANDO IL TEMPO DIVENTA PARTE DEL SERVIZIO
Nel settore degli eventi esiste poi una variabile particolarmente importante: il tempo.
Date di fiere e congressi non possono essere spostate perché un materiale promozionale è in ritardo. Allo stesso tempo, conferme definitive sul numero di partecipanti, sponsor o grafiche possono arrivare a ridosso dell'appuntamento.
Per questo stanno assumendo maggiore rilevanza le produzioni rapide.
Accanto alle tempistiche standard, alcune soluzioni di lanyard personalizzati sono oggi disponibili anche con servizio express in 72 ore, una possibilità interessante per agenzie, organizzatori e aziende che devono gestire richieste urgenti o integrazioni dell'ultimo momento.
La rapidità, in questo caso, non è semplicemente una comodità logistica: diventa una caratteristica del servizio e può incidere direttamente sulla capacità di rispettare il calendario dell'evento.
IL GADGET CONTINUA A LAVORARE DOPO LA FIERA
Un altro criterio che sta acquistando importanza è la durata del contatto.
Il lanyard svolge soprattutto la propria funzione durante l'evento. Altri articoli possono invece essere scelti proprio per continuare il rapporto con il destinatario nelle settimane o nei mesi successivi.
Taccuini, calendari, accessori da tavolo, strumenti di scrittura e oggetti destinati all'ambiente di lavoro portano il marchio fuori dallo stand e lo trasferiscono sulla scrivania.
Da qui nasce anche la diffusione dei welcome kit e dei kit evento: non una collezione casuale di gadget, ma una selezione di articoli pensata in funzione del destinatario.
Un kit per un relatore può essere diverso da quello destinato ai partecipanti. Lo staff può avere materiali coordinati specifici, mentre clienti o prospect selezionati possono ricevere un omaggio con un valore percepito superiore.
MADE IN ITALY, UN BIGLIETTO DA VISITA PER GLI EVENTI INTERNAZIONALI
A questa evoluzione si affianca un altro elemento: la ricerca di prodotti capaci di raccontare qualcosa del territorio e dell'azienda che li sceglie.
Il Made in Italy può avere, in questo senso, un ruolo particolarmente interessante.
Durante una manifestazione internazionale, un oggetto realizzato in Italia non rappresenta soltanto un supporto sul quale applicare un marchio. Può diventare esso stesso parte del messaggio, associando l'azienda a concetti come design, manifattura, cultura del prodotto e attenzione ai dettagli.
La categoria dei gadget Made in Italy personalizzati si sta inoltre ampliando oltre l'oggettistica tradizionale: articoli di cancelleria, prodotti in carta seminabile e proposte legate alle eccellenze enogastronomiche consentono di costruire omaggi con caratteristiche molto differenti.
DAL GADGET AL GIFTING: ANCHE IL FOOD RACCONTA IL MADE IN ITALY
È proprio il mondo del food a offrire una delle interpretazioni più immediate dell'italianità.
Accanto agli articoli promozionali tradizionali trovano così spazio selezioni gastronomiche e box personalizzabili pensate per clienti, partner, relatori e ospiti. Una soluzione particolarmente adatta quando l'obiettivo non è distribuire grandi quantità di gadget, ma offrire un omaggio con un valore percepito superiore.
Durante il periodo natalizio, per esempio, panettoni e pandori possono diventare protagonisti di box e confezioni regalo personalizzate, eventualmente affiancati da altre specialità italiane. Il packaging permette di integrare l'identità dell'azienda mantenendo al centro il prodotto e la sua provenienza.
Lo stesso principio può essere applicato all'olio d'oliva italiano. Una bottiglia in un formato adatto al gifting, valorizzata attraverso un'etichetta o una confezione personalizzata, può trasformarsi in un regalo corporate particolarmente riconoscibile, soprattutto quando destinato a clienti e interlocutori internazionali.
Si crea così un collegamento interessante tra merchandising, territorio e cultura gastronomica: il marchio dell'azienda non viene semplicemente applicato a un oggetto, ma entra all'interno di un'esperienza legata all'Italia.
Anche le selezioni possono essere costruite secondo il destinatario. Una confezione più essenziale può essere utilizzata come omaggio durante un incontro commerciale, mentre box gastronomiche più ricche possono essere riservate a clienti strategici, partner o relatori. In occasione delle festività, panettone, pandoro, olio d'oliva e altre specialità possono invece comporre una vera strenna aziendale.
Questa possibilità rende il food particolarmente interessante anche come naturale prosecuzione dell'evento: il gadget accompagna la manifestazione, il regalo gastronomico può prolungare la relazione successivamente.
Un lanyard o un taccuino possono quindi essere parte dell'esperienza durante la fiera, mentre una selezione Made in Italy può diventare il ringraziamento riservato a un cliente importante o a un ospite.
Il punto non è necessariamente sostituire tutti i gadget con prodotti italiani, ma utilizzarli strategicamente nei momenti nei quali origine, qualità e valore percepito contribuiscono al racconto del brand.
NON TUTTI I VISITATORI DEVONO RICEVERE LO STESSO GADGET
È proprio qui che il merchandising fieristico può diventare più sofisticato.
Una manifestazione può prevedere migliaia di visitatori, centinaia di contatti qualificati e poche decine di clienti strategici. Trattarli tutti nello stesso modo non è necessariamente la soluzione più efficace.
Si può quindi immaginare una struttura su più livelli.
Lanyard, penne e piccoli articoli possono rispondere alle esigenze delle grandi quantità. Taccuini e kit coordinati possono essere riservati a meeting, workshop o contatti commerciali. Un prodotto Made in Italy con maggiore valore percepito può essere destinato invece a ospiti, relatori, partner o clienti internazionali.
In questo modo anche il budget viene distribuito in funzione dell'importanza del contatto e dell'obiettivo dell'iniziativa.
La stessa logica può essere applicata al food: un piccolo prodotto gastronomico può accompagnare un welcome kit, mentre una box più articolata può essere riservata ai rapporti commerciali che l'azienda considera strategici.
PERSONALIZZARE SIGNIFICA PROGETTARE
L'evoluzione riguarda infine il concetto stesso di personalizzazione.
Stampare un logo rimane fondamentale, ma non è più l'unica possibilità. Materiale, colore, posizione della stampa, packaging e combinazione tra più prodotti possono contribuire alla costruzione dell'esperienza.
Operatori specializzati come Unigadget.it lavorano oggi su assortimenti che permettono alle aziende di passare dal semplice giveaway a forniture coordinate per fiere, congressi, welcome kit e iniziative corporate, affiancando ai gadget anche proposte Made in Italy e soluzioni dedicate al gifting.
È un cambiamento apparentemente piccolo, ma significativo.
Il gadget non viene più scelto soltanto chiedendosi “cosa possiamo distribuire?”, ma sempre più spesso partendo da una domanda differente: “cosa vogliamo che il partecipante ricordi di noi dopo l'evento?”
Ed è probabilmente questa la direzione più interessante per il merchandising fieristico: meno oggetti scelti senza una strategia e più strumenti coerenti con l'esperienza che l'azienda vuole costruire.
Che si tratti di un lanyard utilizzato per un solo giorno, di un taccuino destinato a rimanere mesi su una scrivania, di un prodotto Made in Italy o di una selezione gastronomica regalata a un cliente internazionale, il principio rimane lo stesso: il gadget funziona quando non si limita a mostrare un logo, ma diventa parte dell'evento e del ricordo che quell'evento lascia.
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