F1, GP Silverstone: Ferrari vince e riapre il mondiale. La Rossa deve crederci
Charles Leclerc domina a Silverstone e riporta la Ferrari alla vittoria al termine di una gara condotta magistralmente. Una domenica dai due volti per la Rossa: se il monegasco esulta, Lewis Hamilton mastica amaro perdendo il secondo posta a causa di un discusso pit stop sotto Safety Car. Il Cavallino Rampata incassa comunque punti d’oro per il mondiale.
Ferrari parte a razzo, ma a Lewis manca qualcosa
Quando i semafori rossi si spengono sul tracciato di Silverstone, l’adrenalina esplode. È un avvio fulmineo, una partenza a razzo che vede le due Ferrari SF-26 scattare in perfetta sincronia, divorando l’asfalto per mettersi subito a dettare legge davanti a tutti già all’ingresso di curva 1. Poco dopo le Mercedes innescano una lotta che fa il gioco della Scuderia di Maranello.
Eppure, l’idillio iniziale nasconde insidie tecniche fin dai primissimi giri. Siamo solo al terzo passaggio quando Lewis Hamilton apre le comunicazioni radio. La sua voce tradisce una certa frustrazione: la vettura soffre di un fastidioso sottosterzo, un limite evidente nell’inserimento in curva. Dal muretto, Carlo Santi riceve l’informazione e interviene con lucidità.
L’italiano suggerisce al sette volte campione del mondo di usare una configurazione pre-mappata. L’obiettivo è chiaro: agire sul differenziale per rendere più equilibrata la vettura e affinare il brake shape per ottimizzare le staccate. Ma i problemi per il britannico sono appena iniziati. Pochi istanti dopo, la direzione gara gela il sangue del box ferrarista: investigazione per jump start.
Lewis si è mosso di qualche millimetro prima del via, un’esitazione fatale punita inesorabilmente con 5 secondi di penalità. Come se non bastasse, la guidabilità della sua SF-26 peggiora, innescando un leggero graining che impedisce la corretta rotazione dell’auto. Una corsa che per l’inglese non è iniziata al meglio, dove il feeling con la SF-26 non è buono, a quanto pare.
Leclerc tiene botta e comanda la gara
Dietro di lui, la minaccia ha un nome preciso: Kimi Antonelli. Il talento bolognese, un volta liberatosi di George Russell si mette in caccia della numero 44. Al dodicesimo giro, la pressione di Kimi diventa insostenibile e, sfruttando la velocità nel secondo settore, affonda il sorpasso. Hamilton subisce, lamentando in radio un calo di reattività legato al deploymentdel sistema ibrido.
Il muretto incassa e risponde suggerendo di percorrere curva 4 in seconda marcia, una mossa puramente strategica per favorire la ricarica dell’energia. Mentre l’inglese della Rossa combatte nel traffico, Charles Leclerc dipinge traiettorie perfette in testa al gruppo. Al giro 15, il suo vantaggio su Antonelli è di 4,5 secondi. Il monegasco sembra in simbiosi totale con la vettura, oggi.
Tuttavia il muretto non abbassa la guardia. Bryan Bozzi chiama il primo tyre phase update, iniziando un lavoro certosino di monitoraggio delle coperture. Dal box piovono una marea di informazioni: si naviga sul “Plan A”, per Lewis con indicazioni millimetriche per curare l’handling. Serve chiaramente un’attenzione maniacale per dare il massimo curando ogni singolo dettaglio.
Ferrari adotta una strategia diversa da Mercedes
La fase centrale della corsa si trasforma in una partita a scacchi sul degrado. Al giro 24, Hamilton, asfissiato da temperature critiche e da un sottosterzo definito “pazzesco”, rientra ai box per montare le Hard, scontando la sua penalità e riemergendo alle spalle di Russell. Anche Leclerc segue a ruota per coprire la strategia, mentre Antonelli sceglie di restaste in pista estendendo lo stint a dismisura.
La strategia Mercedes è chiara: accumulare un delta di grip per l’assalto finale. La tensione sale vertiginosamente. In pista, Hamilton e Russell mettono in scena uno spettacolo vibrante, passandosi e ripassandosi in un furioso “effetto yo-yo”. Lewis è teso: ha il passo, ma l’ibrido lo lascia a secco nei momenti cruciali della difesa. Qualcosa che lo fa innervosire e non poco.
Nel frattempo, Antonelli si ferma ai box al giro 36, rientrando con mescole fresche e un ritardo di 7,4 secondi da Leclerc. Il copione sembra scritto per un finale all’arma bianca, ma il motorsport, lo sappiamo, spesso è imprevedibile. Ed è per questo che l’esito della corsa cambia repentinamente al passaggio numero 41: il colpo di scena che ribalta il tavolo.
La decisione della Ferrari fa perdere una posizione a Hamilton
Antonelli finisce lungo e rientra a fatica ai box. Non è un errore di guida, ma un cedimento: un violento passaggio sui cordoli ha danneggiato il deflettore della ruota anteriore sinistra. Nonostante i tentativi dei meccanici, la gara del bolognese è compromessa. All’improvviso, il cielo sopra Silverstone si tinge di rosso. Uno-due Ferrari a dieci giri dal termine. E poi che succede? Ancora l’imprevedibile.
Il passo della terza forza in campo, Max Verstappen, non sembra affatto impensierire le due SF-26. Sembra fatta. Ma la F1 non perdona distrazioni. Al giro 48, la RB22 dell’olandese perde aderenza e si insabbia nel secondo settore. La Safety Car neutralizza la gara. In quel momento frenetico, il muretto Ferrari decide per il double stack, richiamando entrambe le vetture.
È un azzardo? Forse. Leclerc mantiene la leadership, ma Hamilton, accodandosi, perde la posizione a vantaggio di Russell, che decide di non fermarsi. L’attesa ripartenza non avverrà mai e la gara finisce sotto il regime di vettura di sicurezza. Una vera e propria beffa per l’inglese che, dopo aver montato le gomme Soft nuove, non può sfruttarle passando Russell.
Il sogno di una doppietta che sembrava ormai incisa nella pietra e vapora. Ma quando la bandiera a scacchi sventola, c’è spazio solo per l’urlo liberatorio di Charles Leclerc. Un grido di gioia puro, tenuto in gola per troppo tempo. Il monegasco vince e convince. Ferrari lascia il suolo inglese con una pole di Hamilton, due podi e un trionfo: una boccata d’ossigeno vitale che inietta morale e punti pesanti nella sfida mondiale.
Classifica finale GP Silverstone
| Pos | N° | Pilota | Team | Giri | Tempo / Ritiro | Punti |
| 1 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 52 | 1:27:11.335 | 25 |
| 2 | 63 | George Russell | Mercedes | 52 | +0.427s | 18 |
| 3 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 52 | +0.772s | 15 |
| 4 | 1 | Lando Norris | McLaren | 52 | +1.149s | 12 |
| 5 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 52 | +1.598s | 10 |
| 6 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 52 | +2.023s | 8 |
| 7 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 52 | +2.214s | 6 |
| 8 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 52 | +2.413s | 4 |
| 9 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 52 | +3.229s | 2 |
| 10 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 52 | +3.445s | 1 |
| 11 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 52 | +4.014s | 0 |
| 12 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 52 | +4.391s | 0 |
| 13 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 52 | +5.245s | 0 |
| 14 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 52 | +5.512s | 0 |
| 15 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 52 | +7.403s | 0 |
| 16 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 52 | +8.005s | 0 |
| 17 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 52 | +8.162s | 0 |
| 18 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 51 | +1 lap | 0 |
| 19 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 51 | +1 lap | 0 |
| 20 | 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 46 | DNF | 0 |
| NC | 23 | Alexander Albon | Williams | 43 | DNF | 0 |
| NC | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 36 | DNF | 0 |
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)