Fedorov torna all’attacco di Zelensky e chiede elezioni anche durante la guerra

L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov torna a criticare il governo di Volodymyr Zelensky e chiede di trovare un modo per tenere elezioni anche durante la guerra. «Non dobbiamo permettere a Putin di decidere quando gli ucraini possono scegliere il loro governo», ha detto in un videomessaggio, sostenendo che Kyjiv debba costruire un meccanismo «legale, sicuro e realistico» che permetta di votare anche in condizioni di guerra prolungata. Per Fedorov, la democrazia «non è un lusso dei tempi di pace, ma fa parte di ciò per cui stiamo combattendo».
La richiesta arriva in un momento particolarmente delicato per Zelensky. Fedorov, terntacinque anni, era stato rimosso dalla Difesa a luglio, dopo appena sei mesi dall’arrivo al ministero, in un rimpasto che aveva provocato proteste a Kyjiv e in altre città. Il suo licenziamento era stato collegato soprattutto ai contrasti con l’allora comandante delle forze armate Oleksandr Syrskyi: Zelensky aveva poi rimosso anche quest’ultimo, sostituendolo con il generale Mykhailo Drapatyi. Le manifestazioni per il ritorno di Fedorov alla Difesa sono però proseguite.
Proprio martedì, poche ore prima dell’intervento di Fedorov, Zelensky ha formalmente proposto al Parlamento di confermare come ministro della Difesa Yevhen Khmara, finora ministro ad interim. Khmara è un ex alto ufficiale dei servizi di sicurezza ucraini: ha guidato il centro per le operazioni speciali Alpha e ha avuto un ruolo nella campagna di attacchi con droni a lungo raggio contro la Russia. Nel 2022 aveva inoltre guidato l’operazione per la liberazione dell’Isola dei Serpenti.
Ma il discorso di Fedorov va oltre la questione elettorale. L’ex ministro denuncia una «crisi sistemica della governance» e chiede maggiore trasparenza, responsabilità e un contrasto più deciso alla corruzione. Secondo Fedorov, sprechi e inefficienze nella gestione dei fondi destinati alla Difesa hanno conseguenze dirette sul campo di battaglia, perché sottraggono risorse a droni, munizioni, sistemi di guerra elettronica e veicoli. «Il potere deve significare responsabilità», ha detto, chiedendo che chi riceve un incarico o un budget sia chiamato a spiegare quali risultati abbia ottenuto.
Il tema delle elezioni resta però estremamente difficile da tradurre in pratica. La legge ucraina vieta il voto durante la legge marziale, mentre milioni di cittadini sono sfollati o vivono all’estero, oltre un milione di persone presta servizio nelle forze armate e ampie porzioni del territorio restano occupate dalla Russia. Fedorov chiede proprio per questo di studiare modalità che garantiscano il diritto di voto anche ai militari, agli ucraini all’estero e agli abitanti delle zone di prima linea. Le parole di Fedorov sono una sfida politica significativa per Zelensky: «Le persone non chiedono che lo Stato non commetta mai errori», ha detto l’ex ministro, «ma hanno diritto alla verità».
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