Fiat Grande Panda, conquista anche Jeremy Clarkson
Quando Jeremy Clarkson dice che un’auto è brillante il mondo dell’auto rimane sempre stupito. Non perché le sue opinioni siano sempre condivisibili ma perché viene da un uomo che ha passato decenni a demolire auto mediocri con arguzia feroce e che, quando si trova davanti a qualcosa che lo sorprende, non lo nasconde. E sembrerebbe proprio che la Fiat Grande Panda lo abbia sorpreso. Il critico più scomodo del giornalismo automobilistico britannico ha dedicato alla nuova compatta torinese un articolo sulla sua rubrica del The Times, uno dei quotidiani più letti del Regno Unito.
Sfruttamento intelligente degli spazi
Il dettaglio che ha colpito di più Clarkson, e che ha raccontato nella sua recensione, riguarda l’abitabilità. Il giornalista ha scritto di aver caricato sull’auto un’intera troupe cinematografica, riuscendo a sistemarli tutti senza che nessuno si lamentasse troppo. Non è un’affermazione banale, per un’auto che esternamente non è enorme.
La Grande Panda misura 4,08 metri in lunghezza, ma sfrutta in modo molto efficiente ogni centimetro disponibile grazie a una volumetria squadrata e una struttura interna progettata con intelligenza. Il passo generoso, le sedute alte e la forma squadrata della carrozzeria permettono di ricavare un abitacolo che sorprende per la sensazione di spazio percepito. I quattro passeggeri stanno comodi, i bagagli entrano, e il sedile posteriore non è quella pena che ci si aspetterebbe da un’auto di queste dimensioni.
Richiami iconici
Clarkson ha apprezzato anche la personalità stilistica del modello, e anche qui la ragione è abbastanza chiara. La Grande Panda ha un carattere visivo preciso, inconfondibile, costruito su un mix di nostalgia e modernità.
Il design riprende apertamente i tratti della Panda originale del 1980, quella firmata da Giorgetto Giugiaro e diventata nel tempo uno dei simboli del design italiano. Le forme squadrate, i volumi puliti, le superfici quasi prive di fronzoli: tutto rimanda all’idea che un’auto compatta debba essere onesta prima di essere bella. La Grande Panda aggiunge a questo schema una serie di citazioni al patrimonio industriale di Fiat e rifinisce il tutto con la scritta “Panda” in rilievo sulle portiere.
Filosofia semplice
Il punto su cui Clarkson ha insistito di più è la semplicità. La Grande Panda Hybrid monta un motore tre cilindri 1.2 turbo mild hybrid da 110 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione. Numeri equilibrati per un’auto che pesa circa 1.200 kg e che nella vita di tutti i giorni deve muoversi in città, percorrere strade statali e ogni tanto affrontare qualche ora di autostrada. Il mild hybrid non è una soluzione rivoluzionaria, ma fa il suo lavoro: riduce i consumi in ciclo urbano, accompagna le ripartenze in modo più fluido.
Per chi vuole di più sul fronte elettrico, c’è la versione full electric, con una batteria da 44 kWh, 113 CV e un’autonomia dichiarata di circa 320 km nel ciclo WLTP. La ricarica avviene tramite un cavo integrato nella parte anteriore del veicolo, una soluzione che fa capire quanta attenzione Fiat abbia dedicato all’ergonomia dell’uso quotidiano, togliendo di mezzo uno di quegli impicci pratici che chi arriva dall’auto a benzina trova più faticosi nella transizione all’elettrico. Il prezzo completa il quadro. In particolare nella nuova versione Turbo 100 la Grande Panda la rende la più economica tra le sorelle del Gruppo Stellantis.
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