Fitto sulla crisi abitativa: “Lavoriamo, ma non possiamo fare miracoli”

Aprile 15, 2026 - 00:30
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Fitto sulla crisi abitativa: “Lavoriamo, ma non possiamo fare miracoli”

Bruxelles – Di fronte alla questione degli alloggi accessibili per tutti “stiamo lavorando, ma non possiamo fare miracoli”. Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, vuole mettere le cose in chiaro. Con i membri della commissione speciale per la Crisi abitativa del Parlamento europeo il componente italiano dell’esecutivo comunitario intende operare distinguo a suo giudizio doverosi su quello che non è un problema, ma molto di più: “L‘edilizia abitativa a prezzi accessibili è diventata un’emergenza in tutta Europa”, riconosce. Allo stesso modo vuole che si riconosca che la questione è complessa.

Innanzitutto, ricorda Fitto, “la politica abitativa non è una competenza della Commissione europea, è una competenza degli Stati membri“. Vuol dire che Bruxelles può agire nel rispetto di un mandato limitato, e che già questo pone l’Europa nella situazione fare ciò che può.  In tal senso, per ciò che può l’esecutivo comunitario, il vicepresidente esecutivo responsabile per Coesione e riforme ricorda come la revisione di medio termine della politica di coesione ha introdotto cinque priorità tutte nuove da finanziare con i fondi strutturali, e una di queste è propria la politica abitativa.

Grazie a queste modifiche “complessivamente 3,3 miliardi di euro sono stati ri-orientati verso progetti abitativi“, rivendica Fitto, che insiste: “3,3 miliardi di euro in pochi mese è un risultato importante”, ma ancor più importante è capire che “in pochi mesi non possiamo pensare di risolvere i problemi, ma è importante iniziare, avere una  visione, e andare avanti” per come si può. Perché, continua ancora Fitto parlando di risorse, con lo sforzo di finanziamento di iniziative utili ad alloggi a prezzi sostenibili “siamo nel bilancio attuale”, un MFF 2021-2027 con risorse già assegnate e impegnate, e per di più in via di scadenza. Anche questo spiega i limiti dell’azione europea. “Va capito che quello fatto è un buon segnale”, sostiene il commissario.

Per le competenze proprie della Commissione, assicura Fitto, “nell’ambito della politica di coesione e del suo processo di modernizzazione in corso, questo tema è e rimarrà centrale, come già dimostrato dalla revisione intermedia”. Governi centrali e autorità locali possono stare tranquilli: “Continueremo a lavorare su questo tema in futuro” attraverso la politica di coesione. Il resto dovranno farlo gli Stati.

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