Gemini si prende una pausa per pensare e diventa più potente
Il Google I/O 2026 aprirà ufficialmente i battenti domani 19 maggio, eppure l’azienda di Mountain View ha già iniziato a sbottonarsi, lasciando trapelare degli aggiornamenti importanti. Protagonista, manco a dirlo, Gemini.
Il nuovo superpotere di Gemini: il Thinking Level
La novità più interessante è Thinking level. Tradotto in italiano suonerebbe come “livello di riflessione”, e rende bene l’idea. Si può dare all’AI la possibilità di prendersi un attimo in più prima di rispondere. Le opzioni disponibili sono due, Standard ed Esteso.
L’opzione si trova nel selettore dei modelli e per ora compare solo quando si stanno usando le modalità Rapido o Pro. La diffusione, va detto, procede col freno tirato. È uno di quei rilasci a goccia che Google sembra prediligere, forse per testare le acque, forse semplicemente per costruire un po’ di sana attesa.
Musica più lunga e grafici al volo
Nel frattempo, l’assistente si è già concesso qualche altro vezzo. Da poco è in grado di sfornare brani musicali di durata più generosa, lasciandosi alle spalle quei jingle striminziti che sembravano sigle di pubblicità anni Novanta. E poi c’è la generazione di grafici. È chiaro che Google vuole che l’utente apra Gemini e ci resti dentro, invece di rimbalzare da un’app all’altra come una pallina da flipper.
Le app di terze parti
E poi c’è il capitolo integrazioni. Su Gemini sbarcherà Canva per ottimizzare il flusso di lavoro creativo. In pratica, si può chiedere a Gemini di generare un nuovo design partendo da una semplice frase.
Ci saranno anche Instacart per aggiungere articoli al carrello della spesa e OpenTable per prenotare un tavolo o cambiare orario all’ultimo, tutto direttamente dall’assistente, senza dover aprire l’ennesima app o telefonare al ristorante come fossimo nel 2010.
Le pagine di supporto sono già online, ma c’è un “ma”
Le pagine di supporto relative a queste integrazioni sono già state pubblicate, segnale piuttosto eloquente: la disponibilità è dietro l’angolo. C’è però un “ma”. Almeno all’inizio, saranno solo in inglese, sia sull’app che sulla versione web. Il resto del mondo aspetta in fila…
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