Giuseppe Conte e i suoi adepti: fenomenologia del grillino contiano e della sua fede incrollabile nel capo

05 Luglio 2026 - 09:02
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Giuseppe Conte e i suoi adepti: fenomenologia del grillino contiano e della sua fede incrollabile nel capo

Sostenitori di Conte a un comizio di qualche anno fa a Napoli

C’è un tipo umano che, per la singolarità dei suoi comportamenti e dei suoi processi cognitivi, meriterebbe un’approfondita indagine antropologica. È il grillino contiano. Il grillino contiano è l’evoluzione del grillino base, quello forgiato illo tempore da Beppe Grillo a suon di “vaffa”, e si caratterizza per la assoluta venerazione nei confronti di Giuseppe Conte, il profeta di Volturara Appula, a cui è ciecamente devoto.

Come riconoscere il grillino contiano

Sui social lo riconosci subito: ambosessi, con un rapporto tormentato con la lingua italiana, un’insana passione per i puntini di sospensione, un ricorso compulsivo alle emoticon più improbabili e una fiducia sconfinata nelle proprie capacità analitiche, inversamente proporzionale alle capacità medesime.

Il grillino contiano non dubita, non verifica, non si pone domande, non argomenta. Crede. E ripete. Per lui, ogni frase pronunciata da Giuseppe Conte è una verità rivelata, ogni slogan una professione di fede, ogni nemico dell’Avvocato è un nemico personale. Anche se fino al giorno prima era un fedele alleato.

La fede assoluta in Giuseppi

Il grillino contiano, infatti, non si interroga sulle contraddizioni e non avverte il bisogno di risolverle. Gli basta negarle. Anche l’abiura più clamorosa di Giuseppi per il grillino contiano non è che l’ennesima prova di magnificenza e coerenza del suo eroe. E poco importa che questo eroe sia un signore privo di una storia politica e il cui cursus honorum si riassume con “amico di Fofò Bonafede”.

Al grillino contiano non importa quale sia il pensiero del suo leader, la sua visione dello Stato o la sua gerarchia di valori. Egli è disposto a venerare questo uomo emerso dall’anonimato grazie a una congiuntura irripetibile, qualunque cosa egli dica o faccia.

Perché non si può parlare di incoerenza

D’altronde, Giuseppi è soggetto piuttosto poliedrico e dotato di una straordinaria capacità di adattamento.
Come l’acqua, assume la forma del recipiente che lo contiene. Sovranista con una maggioranza, europeista con quella successiva. Populista quando serve, istituzionale quando conviene. Giustizialista quando il bersaglio è l’avversario, garantista quando il garantismo diventa improvvisamente una virtù.

Non è incoerenza. L’incoerenza presuppone almeno l’esistenza di una posizione da contraddire. Conte è qualcosa di più sofisticato: è politicamente idrosolubile. Scioglie le proprie convinzioni nel contesto e assume, di volta in volta, la forma necessaria ad agguantare il potere disponibile.

E mentre si districa in questo ginepraio di affermazioni, smentite e repentine conversioni, sa di poter contare su una pletora di devoti disposti ad accettare qualunque cosa proponga.

Un esperimento di psicologia delle masse

Scorrere i commenti sotto a uno qualunque dei post di Conte è come partecipare a un esperimento di psicologia delle masse. Migliaia di persone che ripetono le stesse formule, gli stessi slogan, perfino le stesse costruzioni sintattiche: nessuna riflessione, solo un copia-incolla collettivo.

Così, nel volgere di poche ore, ci si ritrova sommersi da una folla di improvvisati costituzionalisti che intimano agli avversari di “rinunciare all’immunità e vedersi in tribunale”, senza che quasi nessuno sembri interrogarsi su quale immunità, prevista da quale norma, riferita a quale procedimento. E che dire del mantra dei 209 miliardi? Ce li ha portati Lui, il sommo, grazie al suo fascino e alle sue straordinarie capacità diplomatiche! Il fatto che l’Italia fosse a un passo dal tracollo, grazie alla sua straordinaria gestione dell’emergenza, è assolutamente marginale. L’Europa ci ha coperti di miliardi perché c’era il presidente bello bello in modo assurdo al tavolo di Bruxelles.

Il metodo del copia-incolla

Il sistema che il pifferaio di Volturara Appula ha imparato a sfruttare sapientemente è semplice e collaudato: lui lancia lo slogan e i suoi adepti cominciano a ripeterlo ossessivamente, anche sotto gli articoli che spiegano la ricetta della carbonara.

Così, Conte porta a spasso una massa di topolini che, a ogni sua metamorfosi, cambiano forma insieme a lui senza avvertire il minimo bisogno di chiedersi il perché e infestano il dibattito rendendo impossibile qualunque tentativo, anche embrionale, di ragionamento. Persone che rifuggono da ogni e qualsivoglia approccio razionale alle questioni. Persone che hanno sempre ragione perché credono nel professore.

Se i fatti non accordano con la narrazione, tanto peggio per i fatti

E il professore, si sa, non sbaglia mai. In fondo è proprio questa la caratteristica che rende il grillino contiano un caso di studio: la sua impermeabilità ai fatti. La realtà, per lui, non è un dato da comprendere, ma una materia da modellare fino a farla coincidere con la narrazione del capo. Per questo ogni confronto è destinato a fallire. Non perché il grillino contiano abbia sempre la risposta giusta, ma perché ha abolito la domanda fondamentale da cui nasce ogni ragionamento: “E se Giuseppi stesse sbagliando?”.

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