Gli editori possono dire no alle ricerche AI di Google, ma pagando un caro prezzo

03 Giugno 2026 - 14:29
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Google svela oggi l'arrivo di nuovi strumenti dedicati ai gestori dei siti, editori compresi, utili per esercitare un maggiore controllo sui contenuti pubblicati nell'era dell'intelligenza artificiale. L'impatto causato dall'arrivo di sistemi come AI Overview (oltre 2,5 miliardi di utenti mensili) e le funzionalità AI Search (più di un miliardo) è sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori. Sarà sufficiente quanto appena annunciato per correggere il tiro e dare una mano al settore? Spoiler: no.

VIA I PROPRI CONTENUTI DALLE FUNZIONALITÀ AI DI GOOGLE

In particolare, ha preso il via la fase di test di un'opzione integrata in Search Console e che permette di escludere le proprie risorse da quelle elaborate dalle caratteristiche AI del motore di ricerca. Nel dettaglio si tratta di AI Overview, AI Mode e AI Overview in Discover. Un po' come si è sempre fatto con il tag noindex per evitare l'indicizzazione tra le SERP tradizionali, ma in questo caso rivolto esplicitamente ai nuovi strumenti di intelligenza artificiale.

Il pro è che, così facendo, si impedisce a Google di appropriarsi di articoli e contenuti per i quali sono stati spesi tempo e competenze. Il contro, neanche a dirlo, è che non si riceverà alcun traffico. Insomma, bisogna scegliere tra esserci e accontentarsi delle briciole oppure rinunciare anche a quel poco che arriva.


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