Google Chrome, l'AI fa strage di bug: oltre 1.000 falle scovate (e corrette) in due mesi
Google sta trasformando radicalmente il modo in cui rende sicuro Chrome grazie all'intelligenza artificiale: in un post pubblicato dal team Chromium sul proprio blog (lo stesso di cui parlavamo questa mattina relativamente agli "aggiornamenti senza riavvio"), la società analizza il ruolo della tecnologia per individuare, analizzare e correggere bug e vulnerabilità. La strategia sta già producendo risultati importanti, ed è uno dei più importanti cambiamenti strutturali nella storia recente del browser.
Google ha iniziato a usare già da qualche mese strumenti basati su Gemini e tecnologie un po' più sofisticate provenienti da DeepMind, in collaborazione con il team di ricercatori di Project Zero, per automatizzare gran parte dei propri processi, accelerando l’intero ciclo di individuazione e correzione dei bug e riducendo drasticamente i tempi necessari per intervenire sulle vulnerabilità. I numeri sono notevoli: nelle versioni 149 e 150 di Chrome sono state corrette qualcosa come 1.072 vulnerabilità, un totale superiore alla somma di quelle sistemate nelle 23 versioni precedenti (si parla di più di due anni, giusto per mettere il dato in prospettiva).
Tra le scoperte più rilevanti si segnala anche una falla critica che consentiva di aggirare la sandbox del browser e che era rimasta nascosta nel codice per oltre tredici anni. L’aumento delle segnalazioni ha spinto Google a ripensare completamente il processo di gestione dei problemi. Oggi una parte significativa del lavoro viene svolta da sistemi AI multi-agente; alcuni modelli generano automaticamente possibili correzioni, altri verificano che il codice rispetti gli standard del progetto Chromium, mentre ulteriori agenti producono test software per validare le modifiche su diverse piattaforme.
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