Governo, Landini: è autoritario, maggioranza paese non si sente rappresentata
Milano, 10 gen. (askanews) – “E’ evidente la gestione autoritaria di questo governo”, ma “io credo che questo governo la maggioranza di questo Paese non lo rappresenta e il problema che abbiamo è che la maggioranza di questo paese non si sente rappresentata da nessuno”. Per questo “dobbiamo rendere evidente che noi vogliamo essere parte del Paese che vuole costruire un altro modello sociale”, anche a partire dal referendum sulla giustizia. Lo ha spiegato il leader della Cgil, Maurizio Landini, concludendo il suo intervento all’evento del Comitato Società Civile che dà il via alla campagna per il No.
“Dovrebbe far riflettere tutti come questo governo abbia lui scelto di portarci, se volete da un certo punto di vista, anche a fare un referendum che nessuno gli aveva chiesto di farlo per cambiare la giustizia in questo modo – ha dichiarato -, e tra l’altro l’ha fatto confermando una volontà autoritaria, e mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo, perchè è già in campo una volontà e una gestione autoritaria del governo in questo paese”. “Lo dimostra il Parlamento che non è stato messo nella condizione di poter discutere di una virgola, e la stessa cosa è avvenuta anche sulla legge di bilancio e sta avvenendo anche su altre cose”, ha sottolineato Landini. “C’è un tentativo esplicito di mettere in discussione il ruolo stesso delle organizzazioni di rappresentanza sociali perché questo governo pensa che il confronto con le organizzazioni di qualsiasi natura è ‘io ti ascolto, tu mi dici eventualmente quello che pensi poi io faccio quello che mi pare avendo la maggioranza in Parlamento’ e pensano che avendo la maggioranza in Parlamento possono fare quello che gli pare, anche cambiando la Costituzione di questo paese”.Milano, 10 gen. (askanews) – Ma “io credo – ha proseguito il leader della Cig- e ne sono assolutamente convinto questo governo la maggioranza di questo paese non lo rappresenta. E il problema che abbiamo noi è che la maggioranza di questo paese non si sente rappresentata da nessuno e molto spesso in questi anni non è andata a votare”.
“Allora io penso – ha concluso – che la battaglia che noi stiamo facendo è non solo ridare un significato al voto, ma rendere evidente che noi vogliamo essere parte del Paese che vuole costruire, anche a partire da questo referendum, un altro modello sociale che, diversamente da quello che pensa questo governo, per noi è fondato sui principi e sui valori fondamentali della nostra Costituzione che non va assolutamente cambiata ma va applicata e va realizzata in tutte le sue parti”.
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