GP Belgio: Ferrari è forte, ma viene azzoppata dalla power unit in qualifica

18 Luglio 2026 - 22:50
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GP Belgio: Ferrari è forte, ma viene azzoppata dalla power unit in qualifica

Solito quarto e quinto posto in una pista di motore: è questo lo scenario della Ferrari nella sessione classificatoria di Spa-Francorchamps. Le Rosse sono vetture super competitive ma il deficit al motore proprio non perdona. Hamilton due millesimi di secondo dietro a Leclerc, dove entrambi si prendono mezzo secondo dalla vetta. Una situazione frustrante ma ampiamente conosciuta.

GP Belgio, Fp3: Ferrari non trova la quadra sull’ibrido

La terza sessione di prove libere del Gran Premio del Belgio ha messo a nudo le attuali difficoltà della Ferrari, evidenziando i pesanti limiti motoristici della SF-26. I primi a scendere in pista sono i piloti del Cavallino, con Lewis Hamilton che, equipaggiato con mescole Soft, inizia subito a testare i ritocchi al setup. Già durante l’outlap si lavora freneticamente sulle mappature della power unit.

Idem per la rotazione e l’impianto frenante. Il suo primo giro lanciato non è perfetto alla prima curva, complice un leggero sottosterzo che lo costringe ad allargare la traiettoria, ma nel complesso la tornata è pulita. Grazie alle correzioni sull’handling suggerite dall’ingegnere Carlo Santi, il britannico riesce poco dopo ad abbassare il proprio crono di ben sei decimi, mostrandosi soddisfatto del bilanciamento.

Dall’altra parte del box, invece, la situazione appare più tesa. Il monegasco accusa un secondo di ritardo dal compagno e, nonostante un giro preciso e senza sbavature, fatica a scendere sotto i sei decimi di distacco. Il nodo cruciale emerge chiaramente dalle comunicazioni radio: Charles perde esattamente sei decimi soltanto sui lunghi rettilinei di Spa.

Pur provando a intervenire in corsa sulle mappature del motore per recuperare qualcosina, Leclerc lamenta un’estrema incostanza della vettura, ammettendo di sentirsi come se guidasse due macchine diverse. Una frustrazione che spinge i meccanici a intervenire in modo drastico sul posteriore della sua monoposto, arrivando persino a smontare l’ala durante una sosta per cercare la giusta via.

Lewis contro le barriere per cercare il limite

Nel frattempo, la breve simulazione di passo gara di Hamilton porta delle considerazioni interessanti. Se a livello di pura guidabilità la monoposto risponde bene, la gestione dell’energia ibrida si rivela un vero e proprio rebus, ulteriormente aggravato dalla necessità di dover amministrare scrupolosamente le gomme per non innescarne un crollo anticipato. Tutto questo nell’arco di 6 giri.

Il momento chiave, nonché l’amara sintesi del weekend ferrarista, si consuma però nel finale. Rientrato in pista con un set di Soft nuove per simulare il giro secco, l’inglese della Rossa incassa quattro decimi da Kimi Antonelli. Spinto a forzare al massimo per provare a compensare l’evidente lentezza in rettilineo, l’inglese va alla ricerca del limite assoluto nel tratto guidato.

Nel rapido cambio di direzione tra le curve 12 e 13, quindi, perde il controllo del posteriore e finisce contro le barriere. È la dimostrazione di un concetto spietato: quando manca la potenza sui dritti, i piloti sono costretti a prendersi rischi nelle curve. In vista delle qualifiche c’era una sola via d’uscita: dare il massimo per provare a mascherare in qualche modo il deficit della power unit.

GP Belgio, qualifica: Ferrari affonda proprio sul più bello

L’ultima sessione prima della gara mette a dura prova la tenuta Ferrari, chiamata a fare i conti con gli ormai noti limiti della sua power unit sui lunghi rettilinei di Spa-Francorchamps. Da subito si palesano le difficoltà della scuderia di Maranello: le due SF-26 scendono in pista con coperture Soft nuove, cercando di massimizzare il grip attraverso un warm-up minuzioso.

Tuttavia, i risultati del primo run non lasciano spazio a illusioni. Hamilton, non del tutto a suo agio con le temperature, e Charles Leclerc accusano subito un pesante gap di oltre mezzo secondo dalla vetta. L’assenza di cavalli rende ogni passaggio una rincorsa affannosa. Per compensare in curva ciò che si perde in rettilineo, i piloti sono costretti a forzare l’handling di una monoposto.

Auto che, seppur intrinsecamente valida, diventa inevitabilmente più nervosa e scorbutica quando portata all’estremo. Superato l’ostacolo della Q1, la scuderia italiana prova a rimescolare le carte nella seconda fase. Sfruttando un set di Pirelli a banda rossa nuove e alzando sensibilmente i regimi di rotazione del propulsore, le prestazioni subiscono una decisa impennata.

Il monegasco si inventa un giro super, riducendo il distacco da Kimi Antonelli a soli due decimi e mezzo. Appare più in ombra Lewis Hamilton, che lascia decimi preziosi per strada a causa di qualche sbavatura nel primo settore, in particolar modo tra le curve 5 e 7. Nonostante il passaggio del turno sia ormai al sicuro, Leclerc proseguire il lavoro con le mescole usate. per alzare il feeling.

Alla Ferrari non resta che accettare i propri limiti

Il palcoscenico della Q3 è l’atto finale in cui non ci si può più nascondere. Con le power unit spinte alla massima potenza, la Rossa vorrebbe accarezzare il miracolo. Nel primo assalto al cronometro, il monegasco sfodera una guida tanto aggressiva quanto pulita ed efficace, artigliando un ottimo terzo posto provvisorio a soli 92 millesimi dai primi.

Hamilton, invece, continua a soffrire alcune imperfezioni che gli costano un decimo e mezzo dal compagno di squadra. Ma è nell’ultimo decisivo run che la cruda realtà del tracciato delle Ardenne presenta il conto definitivo. Lewis imperfetto in curva 1, mentre Leclerc mette insieme un giro estremo ma chirurgico. Risultato? Le due SF-26 incassano un ritardo di mezzo secondo netto.

È un epilogo che certifica una frustrante verità tecnica: la bontà progettuale del telaio si scontra con l’insormontabile scoglio della power unit. Una carenza vitale che spegne le illusioni del sabato e preannuncia una gara di grande sacrificio. Sì perché se sul giro secco la potenza del motore si fa sentire, figuriamoci sulla distanza di gara in un tracciato del genere.

GP Belgio, risultati qualifica:

Pos. N. Pilota Team Q1 Q2 Q3 Giri
1 12 Kimi Antonelli Mercedes 1:46.304 1:45.142 1:44.361 15
2 3 Max Verstappen Red Bull Racing 1:45.930 1:45.589 1:44.678 12
3 1 Lando Norris McLaren 1:45.865 1:45.454 1:44.801 11
4 63 George Russell Mercedes 1:46.185 1:45.689 1:44.869 18
5 16 Charles Leclerc Ferrari 1:46.278 1:45.397 1:44.893 18
6 44 Lewis Hamilton Ferrari 1:46.124 1:45.543 1:44.895 15
7 81 Oscar Piastri McLaren 1:46.433 1:45.671 1:45.016 17
8 41 Arvid Lindblad Racing Bulls 1:46.191 1:45.629 1:45.143 18
9 5 Gabriel Bortoleto Audi 1:46.609 1:46.082 1:45.628 18
10 6 Isack Hadjar Red Bull Racing 1:46.062 1:45.823 DNF 13
11 30 Liam Lawson Racing Bulls 1:46.501 1:46.120 12
12 10 Pierre Gasly Alpine 1:46.679 1:46.331 12
13 43 Franco Colapinto Alpine 1:46.795 1:46.392 12
14 27 Nico Hulkenberg Audi 1:46.893 1:46.671 12
15 55 Carlos Sainz Williams 1:47.080 1:46.777 12
16 87 Oliver Bearman Haas F1 Team 1:47.113 1:46.779 12
17 23 Alexander Albon Williams 1:47.120 6
18 31 Esteban Ocon Haas F1 Team 1:47.801 6
19 77 Valtteri Bottas Cadillac 1:47.823 8
20 11 Sergio Perez Cadillac 1:47.971 8
21 14 Fernando Alonso Aston Martin 1:50.002 6
22 18 Lance Stroll Aston Martin 1:50.177 8

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