Hyundai Tucson non è più quella che conoscevi, dall’AI all’estetica: tutte le novità
Non è mai facile ritoccare un modello vincente, ancor meno è ripensarlo in maniera massiccia come hanno fatto i tecnici Hyundai con la nuova Tucson. Oltre 66 mila esemplari venduti in Italia nel corso di cinque anni per un modello che ora affina ogni dettaglio, dalla tecnologia allo spazio per i passeggeri, senza dimenticare AI e gamma motori. Insomma tutto il necessario per confermare il successo dei precedenti modelli.
Esterni Art of Steel
L’estetica cattura subito l’occhio. La nuova Tucson rinnova la sua linea con l’abbandono dei tratti morbidi del passato per abbracciare un linguaggio decisamente più muscoloso, fatto di superfici tese e parafanghi pronunciati, in piena coerenza con la filosofia stilistica che Hyundai sta portando avanti sui suoi modelli più recenti.
Il vero elemento distintivo, sia di giorno che di notte, si trova nello sguardo: una sottile striscia a LED corre per tutta la larghezza del frontale, saldandosi alle estremità con due elementi luminosi verticali posizionati sul bordo del cofano, un qualcosa che il mercato ha dimostrato di apprezzare.
Dietro a questa firma luminosa c’è una tecnologia che porta il nome di Micro Pixel Lighting: i nuovi proiettori sfruttano 25.600 pixel LED, capaci di gestire con estrema precisione il fascio luminoso e di dare vita ad animazioni di benvenuto e di saluto quando il conducente si avvicina o si allontana dalla vettura. Un dettaglio che, da solo, offre un assaggio concreto di quello che sarà il nuovo corso stilistico dell’intera gamma Hyundai nei prossimi anni.
Interni tra superfici ricercate e grandi display
Anche l’abitacolo cambia pelle, puntando su un’impostazione decisamente più accogliente rispetto al passato. La plancia adotta forme più morbide, con superfici imbottite che proseguono sulle portiere e sul bracciolo centrale, restituendo una sensazione quasi da soggiorno contemporaneo piuttosto che da semplice SUV familiare.
Materiali e finiture, almeno a una prima occhiata, trasmettono una cura superiore nelle zone più esposte al tatto e alla vista, anche se solo una prova approfondita potrà confermare la reale qualità degli assemblaggi nel tempo.
Sul fronte tecnologico, la plancia mantiene comunque una certa razionalità: i comandi fisici per climatizzazione, radio e volume restano al loro posto, una scelta tutt’altro che scontata in un’epoca in cui molti costruttori spingono tutto dentro il touchscreen, ma che evidenzia la propria utilità quando si è alla guida e non si vuole perdere tempo a cercare una funzione tra i menu, a tutto rischio della sicurezza.
Il cuore tecnologico dell’abitacolo è il nuovo sistema Pleos Connect, basato su Android Automotive, abbinabile a uno schermo centrale da 12,9 o addirittura 17 pollici, numeri che non si possono definire rivoluzionari sul mercato ma che invece lo sono per Hyundai Tucson, abituata a superfici ben più contenute. Non mancano la ricarica wireless con due pad da 15 W e le porte USB-C da 100 watt, pensate per alimentare rapidamente anche i dispositivi più energivori.
Spazio per tutti
Le dimensioni crescono, seppur senza sfociare oltre i limiti del segmento C: la lunghezza sale a 4,56 metri, circa cinque centimetri in più rispetto al modello precedente, mentre la larghezza arriva a 1,90 metri e il passo tocca i 2,72 metri, con un incremento di quattro centimetri.
Numeri che si traducono in un abitacolo più generoso, soprattutto per chi viaggia sui sedili posteriori. Il divano conferma il frazionamento 40:20:40, ma introduce per la prima volta la possibilità di scorrere longitudinalmente fino a 15 centimetri, permettendo di bilanciare a piacimento lo spazio tra passeggeri e bagagliaio.
Proprio il vano di carico beneficia di questi accorgimenti, arrivando a sfiorare i 700 litri, per la precisione 695, numeri che parlano di una vettura che nasce per affrontare lunghe percorrenze. Anche l’accessibilità non è stata trascurata: le porte posteriori si aprono fino a 83 gradi, rendendo decisamente più semplice sistemare un seggiolino o caricare oggetti ingombranti.
La scelta motori
Sul fronte della propulsione, Hyundai punta su una gamma ampia e diversificata, capace di coprire praticamente ogni esigenza. Si parte dal 1.6 turbobenzina da 150 CV, abbinato al cambio manuale e alla trazione anteriore, disponibile anche in versione mild hybrid a 48 Volt, sempre con 150 cavalli ma affiancata dal cambio automatico a doppia frizione e dalla trazione integrale.
Si sale poi al full hybrid da 245 CV, proposto sia a due che a quattro ruote motrici, fino ad arrivare al vertice della gamma con il plug-in hybrid da 292 CV, anch’esso disponibile nelle configurazioni 2WD e 4WD. Proprio la variante ibrida plug-in porta con sé una delle novità più interessanti: una batteria da 17,1 kWh, capace di garantire fino a 81 chilometri di autonomia in modalità puramente elettrica con i cerchi da 17 pollici, dato ancora da confermare in via definitiva con l’omologazione ufficiale.
Una percorrenza che potrebbe sembrare contenuta rispetto ad alcune rivali dirette, ma che sembra rispondere a una logica precisa: una batteria più compatta significa anche un peso minore, e 80 chilometri abbondanti dovrebbero comunque bastare a coprire la stragrande maggioranza degli spostamenti quotidiani senza mai toccare il motore a combustione.
Sicurezza e AI
L’intelligenza artificiale trova spazio anche a bordo della nuova Tucson attraverso Gleo AI, l’assistente vocale integrato nel sistema Pleos Connect. Non si tratta di un semplice comando vocale per alzare il volume della radio o impostare la temperatura: Gleo AI è in grado di accedere anche a informazioni online, rendendo l’interazione con la vettura più naturale e simile a quella con un assistente digitale di ultima generazione.
Un salto tecnologico importante per un modello che, fino a oggi, puntava più sulla concretezza che sulla sofisticazione digitale, e che ora prova a colmare il divario con i rivali più tecnologici del segmento.
In arrivo nel 2027
Per quanto riguarda tempistiche e prezzi, Hyundai non ha ancora sciolto tutte le riserve. Il listino ufficiale verrà comunicato nei prossimi mesi, ma l’arrivo sul mercato è atteso nel corso del 2027, con la nuova generazione pronta a raccogliere l’eredità di un modello che, numeri alla mano, ha rappresentato uno dei pilastri delle vendite Hyundai in Europa.
Resta ora da capire se, una volta al volante, la nuova Tucson riuscirà a confermare sulla strada le buone impressioni lasciate sulla carta, tra fari da record, abitacolo rinnovato e una gamma motori pensata per accontentare davvero chiunque.
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