I geriatri SIGG contro il reintegro dei medici no-vax radiati: “A rischio la tutela dei più fragili”

28 Luglio 2026 - 20:40
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I geriatri SIGG contro il reintegro dei medici no-vax radiati: “A rischio la tutela dei più fragili”

Roma, 28 luglio 2026 – La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) esprime profonda contrarietà nei confronti del provvedimento governativo che dispone il reintegro nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dei medici radiati durante la pandemia da Covid-19 per aver violato gli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente.

La SIGG ritiene che una decisione di tale portata rischi di indebolire un principio fondamentale della sanità pubblica. L’esercizio della professione medica deve infatti essere costantemente ispirato al rispetto delle evidenze scientifiche, della responsabilità deontologica e della tutela dei pazienti, con particolare riguardo per i soggetti più vulnerabili.

“La pandemia ha dimostrato con drammatica evidenza quanto sia essenziale contare su un servizio sanitario fondato sulla fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e delle istituzioni – sottolinea Dario Leosco, presidente SIGG e ordinario di Geriatria all’Università Federico II di Napoli – Qualunque scelta interpretabile come una legittimazione di comportamenti in contrasto con le migliori conoscenze scientifiche rischia di compromettere tale fiducia e di indebolire la cultura della prevenzione”.

Le vaccinazioni rappresentano uno dei successi più importanti della medicina moderna: sostenute da un solido patrimonio di evidenze condiviso dalla comunità scientifica internazionale, hanno salvato milioni di vite, riducendo la diffusione di malattie infettive, complicanze gravi e decessi. “Questo principio assume un valore ancora più critico per la popolazione anziana e fragile, da sempre al centro della missione della SIGG – dichiara Leosco – Infezioni come Covid-19, influenza, malattie pneumococciche, Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) continuano a rappresentare una minaccia concreta per milioni di anziani, determinando spesso ricoveri, perdita dell’autonomia, aggravamento delle patologie croniche, disabilità permanente e morte. L’adesione ai piani vaccinali raccomandati si conferma un intervento indispensabile per promuovere un invecchiamento sano e preservare la qualità della vita”.

Per queste ragioni, la SIGG ribadisce con forza che la promozione della prevenzione vaccinale costituisce un dovere professionale e un pilastro irrinunciabile della medicina. Ogni medico è chiamato a sostenere interventi di prevenzione la cui efficacia e sicurezza siano ampiamente dimostrate.

La SIGG auspica dunque che ogni decisione riguardante l’accesso e il reintegro dei professionisti nel SSN sia pienamente coerente con i principi della Evidence-Based Medicine, della responsabilità professionale e della tutela della salute collettiva. “Difendere la credibilità della scienza e la cultura della prevenzione non è una posizione ideologica, bensì un preciso dovere verso la comunità e, in primis, verso le persone anziane e fragili, che più di tutte pagano il prezzo delle malattie prevenibili”, conclude Leosco.

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