I volontari del servizio civile scrivono a Mattarella e a Crosetto: “Ci rifiutiamo di marciare alla parata del 2 giugno, non siamo militari”
La Rappresentanza Nazionale degli Operatori Volontari del Servizio Civile Universale ha scritto una lettera alle istituzioni chiedendo di sfilare alla parata del 2 giugno, il giorno della Festa della Repubblica, passeggiando, come già fanno per esempio i sindaci, e non marciando dato che “non rappresenta i nostri valori”.
La lettera è stata indirizzata al Presidente Sergio Mattarella, al Ministro della Difesa Guido Crosetto, al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e all’Ufficio del Cerimoniale di Stato. Al centro della richiesta c’è la revisione delle attuali forme di partecipazione dei volontari, che prevedono addestramento alla marcia e inquadramento militare. Queste modalità sono però ritenute in contrasto con la natura stessa del Servizio Civile, nato dall’obiezione di coscienza e fondato sui principi della nonviolenza.

La Rappresentanza chiede di essere valorizzata fino a ipotizzarne la collocazione in apertura della cerimonia e chiede la sostituzione della marcia militare con una sfilata in forme civili attraverso una passeggiata ordinata e “civilista” come già avviene per altre componenti della società civile presenti, così da valorizzare la parata in modo equilibrato, dando spazio sia la dimensione militare sia a quella civile.
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