II gioco in Trentino-Alto Adige: tra leggi anti-ludopatia e 50 mln di gettito
L’equilibrio tra la tutela della salute pubblica e la stabilità dei bilanci locali si conferma uno dei nodi politici più complessi da sciogliere per i territori a statuto speciale del Trentino Alto Adige. Oggi, martedì 7 luglio 2026, l’analisi dei flussi economico-finanziari legati al comparto del gioco pubblico nella Regione autonoma Trentino-Alto Adige evidenzia una realtà fortemente duale.
Nonostante le due Province autonome di Trento e Bolzano abbiano implementato negli anni alcune delle normative più severe d’Italia per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico, il settore continua a rappresentare una colonna portante per le entrate erariali del territorio. Nel bilancio di previsione sono infatti iscritti ben 50,5 milioni di euro complessivi derivanti direttamente da giochi e scommesse, ripartiti tra i 42 milioni di euro previsti alla voce “Proventi da lotto, lotterie e altri giochi” e gli 8,5 milioni di euro legati all’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse.
Il trentino-Alto Adige/Südtirol come modello per la Riforma nazionale del Gioco fisico
La tenuta delle entrate fiscali a fronte del progressivo smantellamento della rete di gioco terrestre con il distanziometro e simili provvedimenti si spiega attraverso le peculiarità del sistema di finanziamento regionale. Lo Statuto di autonomia prevede che la quasi totalità delle imposte e delle accise riscosse sul territorio rimanga in loco sotto forma di quote di compartecipazione (i tradizionali “nove decimi”). Questo meccanismo fa sì che anche i proventi del Lotto, i gratta e vinci e le giocate effettuate dai residenti continuino ad alimentare direttamente le casse provinciali e regionali. Inoltre, la parziale migrazione dei volumi di gioco dal canale fisico ai circuiti online — accelerata proprio dalle restrizioni territoriali — ha permesso al gettito complessivo di non collassare, mantenendo una stabilità strutturale che finanzia i servizi pubblici e il welfare locale.
La fotografia offerta dai dati di bilancio si inserisce nel vivo del dibattito legato alla futura e attesissima riforma nazionale del gioco fisico. Il Governo e il Ministero dell’Economia sono infatti chiamati a varare un testo di riordino che metta fine alla frammentazione legislativa tra le varie regioni italiane, definendo standard unici per le distanze e gli orari di apertura. In questo scenario, il Trentino-Alto Adige punta a blindare la propria potestà regolatoria e le proprie quote di prelievo fiscale, rivendicando la legittimità delle scelte autonomistiche che antepongono la prevenzione sanitaria alla massimizzazione dei profitti industriali, senza però rinunciare a un contributo economico che resta vitale per la contabilità pubblica.
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