Il cagnolino Apollo ritrovato a oltre 1.600 chilometri: il viaggio impossibile che nessuno sa spiegare

07 Luglio 2026 - 19:37
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Il cagnolino Apollo ritrovato a oltre 1.600 chilometri: il viaggio impossibile che nessuno sa spiegare

Un viaggio lunghissimo che nessuno riesce a spiegare. La storia davvero strappalacrime che vi vogliamo far conoscere oggi.

Un cagnolino piccolino che ha affrontato un viaggio lunghissimo e praticamente impossibile dove nessuno riesce a dare una spiegazione.

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Il cagnolino Apollo ritrovato a oltre 1.600 chilometri: il viaggio impossibile che nessuno sa spiegare- amoreaquattrozampe.it

Andiamo a conoscere il bellissimo Apollo che sembra avere una capacità di resistenza assolutamente fuori dal comune.

1600 chilometri percorsi per il cane Apollo, ma come ha fatto?

Questo cagnolino di nome Apollo è uno Shih Tzu di ben 13 anni che era scomparso dalla Florida nel mese di aprile di quest’anno. Dopo circa due mesi, però, è stato ritrovato a ben 1600 chilometri di distanza davanti ad una stazione di polizia di Long Island, nello stato di New York.

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1600 chilometri percorsi per il cane Apollo, ma come ha fatto?- amoreaquattrozampe.it

La sua storia ha avuto un bellissimo lieto fine ma come ha fatto ad arrivare fino a li? Andiamo con ordine. Per ben due mesi, la famiglia Josey che viene nella contea di Marion, in Florida ha vissuto momento di ansia.

Apollo, era fuggito dal giardino attraverso un cancello e da quel momento in poi di lui si sono completamente perse le tracce. Nessuno sapeva nulla. Le ricerche sono andate avanti per molte settimane ma senza alcun tipo di risultato.

Mentre il tempo passava i proprietari non perdevano mai la speranza che potesse tornare a casa. Vera ha raccontato a Fox 35 Orlando le seguenti parole:

“Abbiamo sicuramente mantenuto la fede e continuato a sperare. Abbiamo ancora il suo cibo, abbiamo ancora i suoi giocattoli, abbiamo ancora tutte le sue cose. Sapevamo che Apollo sarebbe tornato a casa. Era solo una questione di quando”.

Nel mese di giugno arriva finalmente una telefonata, ma nessuno poteva immaginare il luogo. Apollo era stata ritrovato davanti alla stazione di polizia di Long Island, nello stato di New York, ad oltre 1600 chilometri da casa.

Gli operatori del rifugio hanno letto i dati presenti sul microchip e sono risalti ai proprietari. L’operatrice che li ha contattati ha detto che avevano trovato questo cane con la targhetta Yuri ma Vera ha immediatamente risposto che non si chiama così ma Apollo Franklin Josey.

Come possiamo immaginare, appena confermato il ritrovamento, Nicholas Josey è partito per Long Island per riprendere il loro Apollo. La sua famiglia non aveva mai perso le speranze di ritrovarlo.

Una doppia festa quando è tornato a casa Apollo perchè il cagnolino ha potuto conoscere il loro figlio appena nato. A brevissimo poi anche un’altra festa molto importante, ovvero Apollo spengerà ben 14 candeline e la famiglia sta organizzando una super festa.

La storia di questo cane affascina ma lascia anche una domanda davvero fondamentale, come ha fatto questo cagnolino a percorrere tutta questa strada, calcolando anche se si tratta di un cane anziano?

L’unica cosa importante, motivo per i quale deve essere sempre messo è il microchip, grazie a lui i suoi proprietari sono riusciti a riabbracciarlo, diversamente sarebbe stato del tutto impossibile.

L’importanza del microchip

Il microchip per i cani è un piccolo dispositivo elettronico, grande più o meno come un chicco di riso, che viene inserito dal veterinario sotto la pelle del collo dell’animale. L’impianto è rapido, quasi indolore e dura solo pochi secondi.

telefono posizione
L’importanza del microchip- amoreaquattrozampe.it

Il microchip non contiene un sistema GPS e non serve a localizzare il cane in tempo reale. La sua funzione principale è quella di conservare un codice identificativo univoco, che può essere letto con un apposito scanner.

Questo codice è registrato in una banca dati insieme alle informazioni del proprietario. Se un cane si perde o viene trovato vagante, il veterinario, il canile o le autorità competenti possono leggere il microchip e risalire al proprietario, facilitando così il ricongiungimento.

Il microchip è molto importante anche perché aiuta a contrastare l’abbandono degli animali e rende più semplice identificare il proprietario in caso di smarrimento o furto. In molti Paesi, compresa l’Italia, l’applicazione del microchip è obbligatoria per legge.

In conclusione, il microchip rappresenta uno strumento essenziale per la tutela e la sicurezza dei cani. Grazie a questo piccolo dispositivo, è possibile proteggere meglio gli animali domestici, favorire il loro ritorno a casa e promuovere il senso di responsabilità dei proprietari.

L'articolo Il cagnolino Apollo ritrovato a oltre 1.600 chilometri: il viaggio impossibile che nessuno sa spiegare è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

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