Il ghiaccio è sempre più un tema caldo

Febbraio 4, 2026 - 13:00
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Il ghiaccio è sempre più un tema caldo

Il ghiaccio non è solo una superficie fredda e silenziosa: è un archivio vivente, una memoria stratificata del clima terrestre e, sempre più spesso, un indicatore precoce della crisi climatica. Dall’Antartide alle Alpi, tre notizie recenti aiutano a fare il punto su ciò che sta accadendo alla criosfera e su come la scienza stia cercando di comprenderla, proteggerla e raccontarla

Una delle scoperte più affascinanti a proposito di ghiaccio arriva dal cuore dell’Antartide. E questa è la nostra prima notizia che spiega come in Antartide il ghiaccio marino segue il ritmo del Sole.

Lo afferma uno studio internazionale coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di scienze polari, pubblicato su Nature Communications, che ha ricostruito la variabilità del ghiaccio marino costiero del Mare di Ross negli ultimi 3.700 anni.

Analizzando carote sedimentarie prelevate dai fondali dell’insenatura di Edisto, i ricercatori hanno dimostrato che la rottura del cosiddetto fast ice – il ghiaccio ancorato alla costa – non segue un semplice ciclo stagionale, ma è sincronizzata con cicli solari di lungo periodo, intorno ai 90 e ai 240 anni.

Si tratta di un risultato cruciale: il ghiaccio marino costiero svolge un ruolo fondamentale nella regolazione della salinità oceanica, nel sostegno agli ecosistemi (pinguini in primis) e persino nella logistica delle basi scientifiche antartiche.

Comprendere come le forzanti naturali, come l’attività solare, influenzino la sua dinamica permette oggi di distinguere meglio la variabilità naturale dagli effetti del riscaldamento globale di origine antropica.

Un passo avanti decisivo per leggere correttamente i segnali della criosfera.

La memoria dei ghiacciai: salvare il clima del passato per il futuro

Se il ghiaccio marino racconta il passato remoto, le carote di ghiaccio custodiscono la storia dell’atmosfera. Con l’inaugurazione del primo Ice Memory Sanctuary in Antartide, il progetto internazionale Ice Memory entra in una nuova fase storica.

Nella stazione italo-francese di Concordia, sull’altopiano antartico, è stata scavata una grotta nel ghiaccio profondo, lunga 35 metri, progettata per conservare a lungo termine carote di ghiaccio provenienti dai ghiacciai in rapido ritiro di tutto il mondo.

Qui, a temperature naturalmente stabili intorno ai -52°C, sono già state depositate due carote simboliche: una estratta dal Col du Dôme sul Monte Bianco e una dal Grand Combin svizzero.

Queste carote sono vere capsule del tempo: al loro interno restano intrappolati gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri che raccontano la composizione dell’aria del passato.

Un patrimonio scientifico pensato per le generazioni future, che potranno analizzarlo con tecnologie ancora da immaginare. Come sottolinea Carlo Barbante, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e vicepresidente della Ice Memory Foundation, salvare oggi questi archivi significa garantire domani decisioni climatiche basate su evidenze solide.

Ascoltiamo i ghiacciai

Se la scienza misura e conserva, la narrazione rende consapevoli. È in questa direzione che si muove il podcast Dove il ghiaccio scompare, nato nell’ambito della Carovana dei Ghiacciai, la campagna di monitoraggio e sensibilizzazione promossa da Legambiente e Cipra Italia, con il supporto di Fondazione Cariplo.

Sei puntate, sei ghiacciai, sei storie che attraversano le Alpi europee in un anno simbolico: il 2025, proclamato dall’Unesco Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai.

Dal Presena all’Aletsch, dall’Ortles allo Zugspitze, il podcast intreccia ricerca scientifica, memoria, testimonianze locali e nuove forme di attivazione civica.

Il risultato è un viaggio sonoro potente, che racconta non solo la ritirata dei ghiacciai, ma anche l’instabilità dei versanti, la crisi della risorsa idrica, la perdita di biodiversità e il lutto ecologico di comunità che vedono scomparire paesaggi identitari.

Il ghiaccio come misura del nostro tempo

Dall’Antartide alle Alpi, il ghiaccio oggi ci parla con linguaggi diversi: dati scientifici, archivi da salvare, storie da ascoltare. Tutti però convergono su un punto chiave: la criosfera è uno dei sistemi più sensibili ai cambiamenti in corso e uno dei primi a restituirci le conseguenze delle nostre scelte.

Proteggere il ghiaccio non significa solo conservare un elemento naturale, ma difendere una memoria collettiva, una risorsa per il futuro e un potente strumento di consapevolezza.

Perché dove il ghiaccio scompare, il cambiamento climatico smette di essere astratto e diventa reale, visibile, irreversibile.

L'articolo Il ghiaccio è sempre più un tema caldo è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia