Il gruppo E5 lancia la cooperazione per tecnologie anti-droni a basso costo

Febbraio 20, 2026 - 22:00
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Il gruppo E5 lancia la cooperazione per tecnologie anti-droni a basso costo

Bruxelles – Obiettivo: produrre tecnologia anti-drone e di difesa anti-aerea “a basso costo” in Europa. I Paesi del gruppo noto come E5 (Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito) hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che mira a sviluppare il settore industriale più avanzato in materia di sicurezza e difesa. “I droni stanno rivoluzionando il campo di battaglia, stanno cambiando il corso della guerra in Ucraina”, scandisce il ministro della Difesa polacco, Wladislaw Kosiniak-Kamysz, al termine della riunione ospitata a Varsavia. Ma i droni “cambiano ogni giorno”, nelle caratteristiche e sopratutto “nell’intelligenza artificiale incorporata” al proprio interno, e non sorprende, scandisce il ministro della Polonia, che “tutto questo faccia parte della dichiarazione congiunta”.

La strada da seguire è questa, ne è consapevole e convinto anche il ministro dell’Industria e della preparazione militare del Regno Unito, Luke Pollard: “Su questo fronte possiamo fare tanto insieme”, osserva. “L’impegno serve proprio a questo, a intensificare la produzione tecnologica” necessaria per stare al passo coi tempi. Perché, riconosce il sottosegretario di Stato italiano alla Difesa, Isabella Rauti, come singoli Paesi e come Europa “siamo vulnerabili” di fronte al nuovo tipo di minacce e “di fronte a questo contesto la risposta deve essere collettiva, pro-attiva, coordinata”.

Per l’Alta rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, “la sicurezza dell’Europa è più incerta di quanto non lo sia stata negli ultimi decenni”. Di qui, “se vogliamo proteggere i nostri paesi, dobbiamo rafforzare l’hard power europeo”, evidenzia. “Stiamo già investendo somme record nella difesa.
L’annuncio odierno da parte di cinque paesi di sviluppare difese aeree a basso costo per proteggere i cieli europei è un esempio di maggiore responsabilità per la nostra difesa”, commenta l’ex premier estone.

Il punto, per il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, è che “occorre identificare le minacce ibride con rapidità”, e la capacità di difesa comune passa attraverso questa nuova frontiere dei droni e del controllo dello spazio aereo. Certo, scandisce, “dobbiamo essere più forti a livello europeo e non solo a livello di NATO“.

A proposito di alleanza trans-atlantica, la Polonia vuole mettere in chiaro come, al netto dell’attuale amministrazione, il ruolo degli Stati Uniti resti immutato. “Sosteniamo grandi relazioni con gli USA”, chiarisce Kosiniak-Kamysz. “Vogliamo buone relazioni con gli USA, ma per essere partner di valore servono più azioni”, che significa maggiore impegno finanziario e industriale in materia di difesa. Di fronte alle minacce USA di ritorsioni in caso di mancati acquisti UE di tecnologie americane, la Polonia risponde aprendo le porte europee: “Gli Stati Uniti possono partecipare a SAFE“, il programma UE da 150 miliardi di euro per il rilancio del settore della difesa. “Il 65 per cento del totale deve essere prodotto nell’UE, ma il restante 35 per cento in Paesi terzi, quindi gli Stati Uniti possono partecipare”, assicura.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia