Il Paese è troppo vecchio: welfare a rischio, il rapporto INPS ha lanciato l’allarme ma la campagna elettorale si occupa d’altro
Poche storie: il Paese è troppo vecchio, il welfare è a rischio. Lo dice l’ultimo rapporto INPS. Eppure, l’allarme lanciato giovedì 9 luglio dal presidente Gabriele Fava non ha suscitato le dovute attenzioni. Poche righe sui giornaloni, sbrigative riflessioni e l’inquietante rapporto è finito mestamente in cavalleria. Il dossier dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, cioè il rapporto del principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano che regge da oltre un secolo, è stato scavalcato da altre notizie.
È vero che siamo già in campagna elettorale ma è altrettanto vero che la politica si sta occupando di altro. Fratelli d’Italia sostiene che la stabilità del governo è certezza economica. Forza Italia dice che il centrosinistra è morto e che non ha più centro. La Lega frena sulla legge elettorale. È intervenuto persino Piersilvio Berlusconi che ha assicurato: ”Vannacci non coerente con le mie idee”. Il flop del campo largo a Napoli ha suggerito lenzuolate di pagine.
I temi più gettonati
Su tutti il caso Ranucci-Lavitola col primo stop della Rai; FDI è andato in Procura contro Sigfrido e il suo dossieraggio per aiutare l’amico Valter. Il giornalista si è auto sospeso annullando le date del suo spettacolo a teatro. Altro argomento è la Patrimoniale del campo largo sbarcato alla Camera con un convegno a Montecitorio voluto dal Pd, AVS e 5Stelle al grido “colpiamo i ricchi”. Regge sempre il Conte filo Putin e i suoi segreti sul Covid.
Il rapporto INPS è stato messo in un angolo anche dall’autovelox: da domenica 12 luglio c’è la norma che certifica i dispositivi validi. Morale: su 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, solo 3.150 apparecchi sono regolari e conformi. Parola del ministro Salvini. Concetto ribadito anche dalla Associazione Vittime della Strada. Insomma, il decreto autovelox mette finalmente fine al caos dell’omologazione. In sintesi: spento 1 autovelox su 4. Persino Vannacci fa cassetta: il suo Futuro Nazionale è esploso in Calabria e 600 militanti se ne sono andati, hanno strappato le tessere perché “l’ex generale non è di parola”. Un insulto per un uomo che ha fatto dell’onore la propria bandiera.
Il Paese che cambia
L’invecchiamento della popolazione allunga la vita lavorativa e aumenta l’assistenza: sono 16,4 milioni i pensionati. Ma altri punti fanno discutere: la denatalità, la penalizzazione delle madri, il peso crescente delle pensioni e il ruolo degli immigrati nel mercato del lavoro. Tutti capitoli che sono parti dello stello stesso problema: la sostenibilità sociale ed economica dell’Italia dipende sempre più dalla qualità del lavoro, dalla partecipazione di donne e giovani e dalla capacità del welfare di accompagnare le scelte familiari. È questo, in sintesi, il messaggio emerso dal rapporto INPS che ha indicato la ricetta dell’Istituto: bonus asili nido e smart working per rilanciare la natalità. In sostanza pesano il declino demografico e la stagnazione salariale.
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