Il Principe di Giordania accusa Infantino: "Ci sta ricattando. Aspettiamo da dicembre i premi Fifa"
Continuano le polemiche intorno al numero uno della Fifa.
Continuano le accuse verso il presidente della Fifa Gianni Infantino. Dopo la minaccia di azioni legali da parte dell'Uefa sul caso relativo al tentativo di vendere le quote del Mondiale a privati, è arrivato il pesante post su X del Principe Ali Al Hussein, terzo figlio del defunto Re Hussein di Giordania, presidente della federcalcio giordana e vice-presidente Fifa nel 2011.
IL MESSAGGIO
"Non mancano certo le questioni problematiche che riguardano la FIFA. Vorrei partire chiarendo quali siano alcune di queste dal punto di vista di una federazione calcistica, in particolare quella della Giordania, che ha partecipato per la prima volta a un Mondiale.
Siamo un Paese piccolo, con un budget minimo e abbiamo dovuto affrontare ostacoli enormi. In primo luogo, far arrivare i nostri tifosi negli Stati Uniti: non a tutti è stato concesso il visto, nonostante fossero in possesso del biglietto, che, come sappiamo, è stato venduto anche a prezzi esorbitanti.
In secondo luogo, il governo statunitense ci sta imponendo, attraverso la FIFA, delle tasse legate alla nostra partecipazione. Si tratta di denaro che dovrebbe andare ai giocatori e allo staff. Non è stato così per le squadre che hanno giocato e stabilito il proprio quartier generale in Canada e in Messico. Noi, però, ci siamo trovati negli Stati Uniti e ora dobbiamo affrontare questi enormi costi fiscali per aver partecipato alla competizione.
In terzo luogo, stiamo aspettando dallo scorso dicembre il premio in denaro destinato ai nostri giocatori per la Coppa Araba disputata in Qatar, un evento FIFA. Il denaro che la nostra squadra dovrebbe ricevere per aver raggiunto la finale non è ancora stato versato, mentre allo stesso tempo la FIFA si vanta di avere miliardi di dollari nelle proprie riserve.
È chiaro che il vero problema riguarda la leadership. Per mesi la FIFA si è rifiutata di aiutarci su queste e su altre questioni, fino a quando, durante il Mondiale, mi è stato comunicato verbalmente che, se avessi appoggiato Infantino, questo avrebbe contribuito in maniera significativa ad aiutare la nostra federazione.
In Giordania siamo orgogliosi di difendere valori etici. Non lo abbiamo appoggiato in precedenza e certamente non lo faremo ora. Ma l’intera situazione equivale a un ricatto e noi ci rifiutiamo di cedere".
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