Industria calzaturiera: nel 2025 export in calo, segnali di stabilizzazione
Nei primi nove mesi del 2025 il settore calzaturiero registra un calo dell’export, ma emergono segnali di stabilizzazione e resilienza del Made in Italy.
INDUSTRIA CALZATURIERA: NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2025 IN VENETO EXPORT IN CALO DEL 7%. DIMINUISCONO IMPRESE E OCCUPATI
Le prime cinque destinazioni coprono il 62% dell’export totale: Francia (-2,9%), Germania (-5,9%), Spagna (-8,6%), Polonia (-21,1%) e USA (-3,4%)
Venezia, 8 gennaio 2026
Il settore calzaturiero italiano mostra segnali di progressiva stabilizzazione in un contesto macroeconomico globale ancora incerto. Secondo l’indagine congiunturale condotta dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, i primi nove mesi del 2025 descrivono un comparto che, pur restando in territorio negativo (-4,1% dei ricavi nel campione di associati rispetto a gennaio-settembre 2024), evidenzia una significativa attenuazione della flessione.
Nel terzo trimestre, infatti, il calo tendenziale del fatturato si è attestato a -0,9%, un dato sensibilmente migliore rispetto alle marcate contrazioni registrate nella prima metà dell’anno.
A livello regionale, nei primi nove mesi del 2025, in Veneto l’export in valore di calzature e componentistica ha registrato una contrazione del -7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le prime cinque destinazioni dell’export veneto, che complessivamente coprono il 62% del totale, risultano essere: Francia (-2,9%), Germania (-5,9%), Spagna (-8,6%), Polonia (-21,1%) e Stati Uniti (-3,4%).
Per quanto riguarda il tessuto produttivo, il numero di imprese attive (calzaturifici e produttori di parti) ha registrato, a fine settembre 2025, una riduzione di 34 unità rispetto al consuntivo 2024, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda. Il dato è accompagnato da un saldo occupazionale negativo pari a -14 addetti, considerando industria e artigianato.
Sul fronte degli ammortizzatori sociali, nei primi nove mesi del 2025 le ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate da INPS per le imprese venete della filiera pelle hanno segnato una flessione tendenziale del -21,3% rispetto al 2024. Sono state autorizzate circa 3,5 milioni di ore, un livello comunque ancora elevato e nettamente superiore ai valori del 2019 pre-Covid.
«Sul piano nazionale, il quadro generale resta complesso e non risparmia nemmeno le fasce più alte dell’offerta, ma i dati del terzo trimestre (-0,9% di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2024) indicano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo», dichiara Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici.
«Nonostante l’assenza di miglioramenti significativi negli scenari geopolitici, la capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati europei e di intercettare la domanda nelle aree più dinamiche, come il Medio Oriente, rappresenta la chiave per affrontare il 2026. Pur in presenza di performance aziendali disomogenee e di realtà ancora in sofferenza, la flessione contenuta attesa per il fatturato settoriale nazionale a fine anno — stimato in 12,8 miliardi di euro, con un -3,1% sul 2024 — conferma la resilienza del Made in Italy».
Info: info@assocalzaturifici.it
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