Inter, Marotta attacca Palestra e agente: "È venuto meno a un impegno preso. Gli agenti condizionano il destino delle società"

14 Luglio 2026 - 03:50
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Il presidente interista ha attaccato in conferenza stampa il terzino italiano e il suo entourage per l'operazione saltata con l'Atalanta

Nel corso della lunga conferenza stampa di presentazione della stagione 2026/2027 il presidente dell'Inter, Beppe Marotta, ha parlato non solo degli obiettivi di campo - con il sogno Champions e di riconquista dello Scudetto sbandierati senza mezzi termini - ma è anche tornato, con forza e senza mezzi termini, sul caso che riguarda l'operazione saltata con l'Atalanta per Marco Palestra.


Il numero 1 interista ha puntato il dito non solo sul ragazzo, che a suo dire ha cambiato idea venendo meno alla parola data, ma anche verso il suo agente Alessandro Lucci, non nominato direttamente nonostante abbia detto "faccio nomi e cognomi", indicato come colui che avrebbe dovuto avere un ruolo più importante per mantenere gli impegni presi.


"GLI AGENTI SONO REALTÀ SPROPOSITATE"

"Dobbiamo controllare i costi, non gli investimenti. E mi riferisco ai calciatori, che magari guadagnano troppo anche essendo gratis. E poi anche agli agenti, che hanno sempre più importanza nel destino delle società di calcio. Queste realtà a volte sono spropositate. Se volete vi faccio nomi e cognomi: il caso Palestra"

L'ATTACCO A PALESTRA E AGENTE

"Il caso Palestra è frutto di un ripensamento del giocatore, che legittimamente è venuto meno ad un impegno preso il mese precedente. Il suo agente poteva magari avere anche un ruolo di maggiore consistenza per indicare la strada da percorrere per il giocatore.. E quindi noi ci siamo dovuti arrendere e il giocatore è andato in un campionato contro cui non siamo competitivi"

"C'ERA ACCORDO CON L'ATALANTA"

"Noi avevamo già l'accordo con l'Atalanta per Palestra. Non è che noi ci siamo tolti da un accordo, diciamo che il giocatore ha fatto una scelta di vita. Io mi sono già espresso sul giocatore e il procuratore, non è che l'Atalanta ha trattato in modo diverso. L'Italia, non solo l'Inter, non può fare operazioni senza razionalità"

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