Irene Pivetti, condanna annullata: ci sarà un processo d’appello bis

09 Luglio 2026 - 16:47
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Irene Pivetti, condanna annullata: ci sarà un processo d’appello bis

Irene Pivetti affronterà un processo d’appello bis. La Cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dall’ex presidente della Camera e ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a 4 anni per autoriciclaggio ed evasione fiscale, confermata in secondo grado nel dicembre 2025.

Al centro della vicenda giudiziaria c’erano una serie di operazioni commerciali effettuate nel 2016 da circa 10 milioni di euro con il Team Racing Isolani che sarebbero servite a nascondere denaro frutto di illeciti fiscali. La Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Cocco che assiste Pivetti e ha disposto un processo d’appello bis. L’imprenditrice era stata condannata nel settembre 2024 in primo grado e la sentenza era stata confermata nel dicembre 2025. La Procura generale aveva chiesto di confermare la condanna. 

Pivetti di nuovo a rischio processo per le mascherine cinesi del Covid

L’ex presidente della Camera intanto rischia un nuovo il processo, assieme ad altre otto persone indagate nella vicenda della compravendita dalla Cina di mascherine Ffp2 per 35 milioni di euro durante l’emergenza Covid. La Procura di Milano infatti poco meno di un mese fa le ha notificato un nuovo avviso di conclusioni indagini preliminari dopo che i precedenti fascicoli, che avevano già portato a un rinvio a giudizio per frode in pubbliche forniture, bancarotta, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio, sono stati trasferiti per competenza fra Busto Arsizio e Roma, prima di approdare nel capoluogo lombardo. Secondo il nuovo provvedimento firmato dai pubblici ministeri Giovanni Tarzia e Roberta Amadeo e dal Procuratore di Milano, Marcello Viola, Pivetti assieme alla figlia, al genero imprenditore, Luciano Mega, e alle altre persone coinvolte nell’inchiesta, avrebbe consegnato migliaia di dispositivi di protezione con marchio CE contraffatto che l’azienda Only Logistics Italia srl, di cui Pivetti era amministratrice unica, aveva importato consegnando alla società Esaypharm “semi-maschere filtranti di provenienza cinese” diverse da quelle oggetto del “contratto” che dovevano essere riconducibili allo “standard europeo”. Ne avrebbe vendute altre come “commerciabili” in assenza delle autorizzazione Inail. All’ingresso all’aeroporto di Malpensa la guardia di finanza avrebbe rilevato difetti di produzione e scarsa qualità e una quantità di mascherine per un valore di 10 milioni di euro invece dei 35 milioni pattuiti per l’emergenza con la Protezione civile. Nel procedimento che si era incanalato a Busto Arsizio prima del trasferimento si erano costituiti parte civile il Ministero dell’Interno, l’Agenzia delle Dogane, l’Agenzia delle Entrate e alcune strutture ospedaliere che avevano ricevuto le mascherine in dotazione. Ora l’avviso di chiusa indagini prelude a una nuova richiesta di rinvio a giudizio.

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