La contemporaneità non garantita all'ultima giornata: l'ennesimo disastro di una stagione da dimenticare per tutti in Italia

25 Maggio 2026 - 00:23
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I disordini che hanno preceduto Torino-Juventus hanno regalato un'altra notte da incubo alla Lega Serie A.

Ore 21.48: al "Bentegodi" di Verona, a "San Siro" e al "Via del Mare" di Lecce tutto è pronto per dare il via al secondo tempo. Ma non si può perché il primo tempo di Cremonese-Como è andato per le lunghe e bisogna attendere che anche allo "Zini" le due squadre siano pronte per riprendere le ostilità. Tutto normale, direte. E lo sarebbe, se nel frattempo Torino-Juventus non fosse iniziata da appena una manciata di minuti.


Istantanee dell'ennesima notte difficile per la Lega Serie A che, incredibilmente, dopo essersi esibita in tripli salti mortali per garantire la contemporaneità della penultima giornata, non è riuscita a farla rispettare in occasione dell'ultima giornata. Salvo, però, appunto, assicurarsi di garantirla a quattro partite su cinque. Da comiche. Comiche che farebbero ridere se in mezzo non ci fossero degli scontri, un ferito e l'ennesima figuraccia del nostro campionato, ormai collezionabili un po' come i palloni offerti ai collezionisti dopo i goal.

Quanto accaduto prima del derby di Torino va condannato, naturalmente. E ci rendiamo anche conto della difficoltà da parte di tutti nel decidere in pochi minuti il da farsi mentre bisogna fare i conti con due tifoserie molto agitate e altre otto squadre già pronte a scendere in campo. Ma la frittata è stata comunque troppo grossa.


Le partite, del resto, non erano ancora iniziate e forse ritardarne l'avvio - per quanto comunque insolito - avrebbe permesso di difendere un principio che sembrava sacro e inviolabile come quello della simultaneità del calcio d'inizio (e soprattutto del fischio finale). Non a caso, 26 anni dopo, si parla ancora di quel Perugia-Juventus.

Soltanto il caso ha fatto sì che il risultato del derby di Torino non abbia influito sulla corsa Champions. Qualora il Milan fosse riuscito a pareggiare la sua partita, infatti, il goal del granata Che Adams avrebbe consegnato ai rossoneri la Champions a discapito del Como. Un'ora dopo la fine della partita dei ragazzi di Fabregas.

La fortuna, per una volta, ha però sorriso alla Lega che altrimenti avrebbe rischiato di trovarsi travolta da ricorsi e controricorsi che ne avrebbero contraddistinto l'estate. Un'estate, dove, è bene ricordarlo, il nostro calcio guarderà gli altri giocare i Mondiali. E ribadirlo non è mai troppo.

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