La Corte Suprema annulla l'ordine esecutivo di Trump. Confermata la cittadinanza per diritto di nascita

30 Giugno 2026 - 17:51
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La Corte Suprema ha annullato l'ordine esecutivo del presidente Trump che limitava la cittadinanza per diritto di nascita. Si riafferma così il principio consolidato secondo cui la Costituzione garantisce che quasi tutti i bambini nati sul suolo statunitense sono cittadini degli Stati Uniti (le poche eccezioni al principio dello "ius soli" americano sono quelle riconosciute dal 15mo emendamento: i figli di diplomatici stranieri, i nati a bordo di navi battenti bandiera straniera, i figli di eserciti occupanti ). Le organizzazioni per i diritti civili esultano. La sentenza – di quasi 200 pagine ed emessa con 6 voti a favore e 3 contrari – rappresenta un duro colpo per la politica trumpiana volta a impedire che i bambini nati da immigrati senza documenti e da residenti stranieri temporanei acquisiscano automaticamente la cittadinanza americana. In particolare, l'ordine esecutivo, mirava ai figli di immigrati entrati illegalmente nel paese, che non sarebbero più stati cittadini, così come quelli nati da genitori che soggiornavano legalmente ma temporaneamente negli Stati Uniti, ad esempio con visti per studenti, lavoro o turismo. 

Il giudice capo John G. Roberts Jr., a nome della maggioranza, ha spiegato che l'ordine esecutivo violava il 14mo emendamento della Costituzione. "La cittadinanza, allora come oggi, era il diritto di avere diritti, di partecipare liberamente alla nostra comunità politica", ha scritto il giudice capo Roberts. "I redattori del 14mo emendamento estesero questa promessa a 'ogni persona nata libera in questa terra'. Ancora oggi manteniamo quella promessa".

La battaglia legale sullo ius soli è iniziata il primo giorno del secondo mandato di Trump, quando ha annunciato un ordine esecutivo intitolato "Proteggere il significato e il valore della cittadinanza americana". L'ordine presidenziale ha dovuto affrontare immediate contestazioni legali: organizzazioni per i diritti civili, gruppi di sostegno agli immigrati e futuri genitori hanno intentato causa, ottenendo con successo in tribunale il blocco dell'ordine in attesa dell'esito dei procedimenti giudiziari.

Tre dei giudici conservatori della Corte Suprema – Thomas, Gorsuch e Alito Jr. – hanno espresso voto contrario, mentre il giudice Kavanaugh si è unito alla maggioranza della Corte per annullare l'ordine esecutivo, ma ha affermato di aver basato la sua decisione su una legge federale, non sulla Costituzione. Anche la giudice Barrett, nominata da Trump nel 2020 (terza nomina del suo primo mandato, dopo Gorsuch e Kavanaugh), ha votato insieme ai giudici nominati dai democratici e al presidente Roberts.

Scarica e leggi la sentenza della Corte Suprema

La sentenza susciterà sicuramente una reazione forte da parte di Trump, come dopo quella contro i dazi. A maggio, il presidente americano ha scritto che "una sentenza negativa sulla cittadinanza per diritto di nascita, in aggiunta alla recente catastrofe dei dazi della Corte Suprema, non è economicamente sostenibile per gli Stati Uniti d'America!". Un parere legale presentato alla Corte e firmato da oltre 140 studiosi sostiene tuttavia che gli immigrati e i loro figli contribuiscano a bilanciare l'invecchiamento della forza lavoro americana, aumentino il pil e offrano un contributo fiscale netto positivo. Negare la cittadinanza, proseguiva il parere, innescherebbe probabilmente anche costose deportazioni di massa che potrebbero causare carenze di manodopera e un aumento dell'inflazione.

Il presidente della Camera, Mike Johnson, si è detto "molto deluso" dalla decisione della Corte Suprema e ha affermato che comporterà "serie sfide per il futuro" che gli Stati Uniti dovranno trovare un modo per affrontare. Su X, Kevin Roberts, presidente della Heritage Foundation, think tank conservatore che ha svolto un ruolo fondamentale nell'ideazione del Project 2025, l'ampio programma politico per la seconda Amministrazione Trump, ha descritto la sentenza come "un tremendo tradimento della Repubblica", sostenendo che essa sminuisse il valore della cittadinanza americana. Ha inoltre anticipato la prossima possibile mossa dei repubblicani: un emendamento costituzionale per correggerla.

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