La Corte Suprema Usa boccia i dazi di Trump: Violata legge federale
Bruxelles – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato oggi (20 febbraio) i dazi commerciali imposti da Donald Trump perché il presidente statunitense ha violato la legge federale, abusando della sua autorità, nell’imporli unilateralmente ai partner commerciali degli Stati Uniti in tutto il mondo. Lo ha stabilito la Corte Suprema americana con una sentenza approvata con sei voti a favore e tre contrari.
In particolare, l’alta corte, a maggioranza conservatrice, ha spiegato che l’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) – cioè la legge del 1977 che in alcune circostanze dà al presidente l’autorità di regolamentare o vietare determinate transazioni internazionali durante un’emergenza nazionale e alla quale Trump ha fatto ricorso per giustificare i dazi del ‘Liberation Day’ – non autorizza il presidente a imporre dazi.
Immediato il commento di Bruxelles: “Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente”, ha affermato il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill. “Rimaniamo in stretto contatto con l’Amministrazione statunitense per ottenere chiarezza sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza”, ha aggiunto. “Le aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle”, ha precisato.
Dal Parlamento europeo, l’eurodeputato socialista tedesco Bernd Lange, relatore del Parlamento europeo per l’attuazione dell’accordo commerciale tra Ue e Usa, ha annunciato via X di aver convocato una riunione straordinaria del team negoziale del Parlamento europeo sull’accordo per lunedì. “La sentenza sui dazi è un segnale positivo per lo stato di diritto” perché “i giudici hanno dimostrato che nemmeno un presidente degli Stati Uniti opera in un vuoto giuridico”, ha scritto su X. “Sono state erette barriere legali, e l’era dei dazi illimitati e arbitrari, impossibili da imporre per il presidente, potrebbe ora volgere al termine”, ha aggiunto. “Ora dobbiamo valutare attentamente la sentenza e le conseguenze. Pertanto ho appena convocato una riunione straordinaria del team negoziale del Parlamento europeo sull’accordo Turnberry per lunedì, al fine di valutare le possibili implicazioni sui lavori in corso e in particolare in vista del voto della commissione”, martedì 24.
In generale, i dazi devono essere approvati dal Congresso Usa che, in base alla Costituzione, ha l’autorità esclusiva di imporre tasse. Ma Trump ha sostenuto di avere il diritto di agire in questo modo verso i partner commerciali ai sensi dello Ieepa. La Corte ha, invece, osservato che “se il Congresso avesse inteso conferire il potere distinto e straordinario di imporre dazi” con l’Ieepa, “lo avrebbe fatto espressamente, come ha sempre fatto in altri statuti tariffari”.
La sentenza – che non ha alcun impatto sui dazi settoriali che Trump ha imposto separatamente sulle importazioni di acciaio, alluminio e vari altri beni – conferma le precedenti conclusioni dei tribunali di grado inferiore secondo cui i dazi imposti dal tycoon ai sensi dell’Ieepa erano illegali. A maggio un tribunale di grado inferiore aveva stabilito che Trump aveva abusato della sua autorità con l’imposizione di dazi generalizzati e ne aveva bloccato la maggior parte, ma la sentenza era stata sospesa in attesa dell’esito del ricorso presentato dal governo. Inoltre, la decisione ribalta i dazi Paese per Paese o “reciproci”, che vanno dal 34 per cento per la Cina a un livello di base del 10 per cento per il resto del mondo, e quelli del 25 per cento che Trump ha imposto su alcuni beni provenienti da Canada, Cina e Messico come ‘punizione’ per l’incapacità di questi Paesi a frenare il flusso di fentanyl.
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