La Turchia lavora all’annessione energetica di Cipro Nord, in Parlamento UE si evocano sanzioni

17 Agosto 2026 - 12:55
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La Turchia lavora all’annessione energetica di Cipro Nord, in Parlamento UE si evocano sanzioni

Bruxelles – Cipro Nord, la Turchia lega ancor più a sé quella parte dell’isola staccandola sempre di più dal sud europeo. La scelta del governo di Ankara di garantire collegamenti energetici attraverso investimenti mirati ripropone la questione mai superata di un’isola più che mai contesa per scenari tutti nuovi che includono ragionamenti su sanzioni contro uno Stato membro della NATO.

Oggetto del contendere il protocollo d’intesa del 10 luglio tra Turchia e Repubblica di Cipro Nord (stato riconosciuto solo da Ankara) e che prevede la realizzazione di un gasdotto da 101 chilometri – 97 chilometri sottomarini e 4 chilometri di terra – per uso di gas e produzione di energia elettrica. La conduttura colleghrerà l’isola al continente per un’opera che a Bruxelles viene letta come la dichiarata intenzione di controllare sempre di più la parte di territorio rivendicata dal governo di NIcosia.

[foto: Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Northern_Cyprus_(orthographic_projection).svg]
“Un tale progetto viola i diritti sovrani di Cipro e mira a rendere i territori occupati più dipendenti dalla Turchia e a rendere permanente la divisione di Cipro, contrariamente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla riunificazione dell’isola”, denuncia l’eurodeputato Yannis Maniatis (S&D), nell’interrogazione parlamentare in materia in cui evoca la possibilità di “sanzioni mirate contro persone fisiche e giuridiche coinvolte nella pianificazione e costruzione di questo gasdotto”.

La Commissione europea sembra prendere atto e prendere tempo, così almeno traspare dalla risposta offerta dall’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, che in materia di sanzioni ricorda come l’esecutivo comunitario non abbia potere di iniziativa: “È prerogativa esclusiva del Consiglio dell’UE, tramite i suoi Stati membri, adottare, all’unanimità, le decisioni relative all’adozione di regimi sanzionatori”. Tradotto: la richiesta va inoltrata altrove.

Allo stesso tempo, aggiunge Kallas, “il rispetto dei diritti sovrani di tutti gli Stati membri è una questione che è stata sottolineata in tutti i contatti pertinenti con le autorità turche”. Se Ankara decide di procedere con l’integrazione energetica di Cipro Nord vuol dire che l’UE ha poca capacità di persuasione e di fronte a questi sviluppi si cerca di capire come muoversi, visto che la Turchia rappresenta un partner NATO e un Paese chiave nella gestione dei flussi migratori, e compromettere le relazioni con Ankara non è nell’interesse dell’Unione europea e dei suoi Stati membri. 
Nell’indecisione a dodici stelle Ankara rafforza la propria presenza sull’isola, proprio nel momento in cui l’UE cerca di rilanciare il processo di riunificazione del Paese.

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